Vulcani più bassi dopo i terremoti

Vulcani più bassi dopo i terremoti



Cinque vulcani giapponesi sono un po’ più tozzi di quanto non lo fossero solo pochi anni fa. Nel giro di un giorno dal grande terremoto giapponese del 2011, hanno registrato un abbassamento fino a 15 centimetri. La stessa cosa è successo a una serie di vulcani cileni dopo un terremoto di magnitudo 8,8 accaduto nel 2010. Questo effetto affondamento potrebbe essere comune per i più grandi terremoti. “Ci sono tutte le ragioni per sospettare che questa sia una caratteristica molto diffusa,” dice Matt Pritchard della Cornell University di New York, che ha studiato i vulcani cileni. Prima era difficile calcolare questa piccola differenza di altezza con i satelliti, ma da qualche anno Pritchard e colleghi usano un satellite chiamato ALOS col quale hanno monitorato anche cinque aree vulcaniche nelle Ande meridionali riuscendo a rilevare la differenza. Youichiro Takada e Yo Fukushima della Kyoto University in Giappone, hanno utilizzato lo stesso satellite per monitorare alcuni vulcani della principale isola giapponese di Honshu ed hanno potuto constatare che, nel giro di un giorno dal terremoto che ha devastato la parte nord del Giappone nel 2011, cinque vulcani si sono abbassati di 15 centimetri. Che cosa provochi il cedimento non è chiaro. Pritchard sospetta che il sussulto apra delle crepe nella roccia, permettendo all’acqua intrappolata sottoterra di fuggire in superficie e quindi alla montagna di assestarsi. Takada e Fukushima hanno una teoria diversa. Sospettano che la camere magmatiche dei vulcani vengano deformate dai terremoti creando nuovo spazio per la roccia sovrastante. Altro enigma da svelare.

Via