Vulcani in fermento

Vulcani in fermento



Una serie storica di vulcani è in fermento. Non sono vere e proprie eruzioni, ma un aumento di brontolii che riguardano vulcani in Italia, Grecia, Colombia e Alaska.

Italia

Dal gennaio 2011 sono ben 22 i parossismi dell’Etna dei quali ben 4 dall’inizio di quest’anno. Come per quasi tutti gli altri eventi, anche quello dello scorso 18 marzo ha visto esplosioni stromboliane, fuoco e fontane di lava. Con solo 2 settimane di tempo dal fenomeno precedente, l’intervallo risulta il più breve negli ultimi cinque mesi, così quando rotola intorno 1 aprile, sarà interessato a vedere se Etna mantiene questo modello. Sarà interessante vedere se all’inizio di aprile si avrà un ulteriore fenomeno che vada a confermare la tempistica.

Grecia

La scorsa settimana sono stati resi noti i dati delle misurazioni relative all’attività del vulcano a Santorini, nel Mar Egeo, negli ultimi 5 anni. Attualmente l’isola di Thera, come viene chiamata ufficialmente oggi l’Isola, è interessata da un forte aumento dei terremoti ed alla risalita del magma sotto la caldera. Lo scienziato di punta della ricerca, Andrew Newman della Georgia Tech, stima che almeno 0,14 chilometri cubi di magma sia entrato nella parte superiore del sistema magmatico dal gennaio 2011 (chiaramente non è  un volume insignificante). Ogni volta che si agita un vulcano come questo, che ha giocato un ruolo decisivo nella caduta dell’impero minoico, crea attenzione ed apprensione nei media. è sicuramente aspettare l’iperbole e l’isteria da parte dei media. Tuttavia, se dovesse esserci una eruzione si prevede possano essere come quelle del 1939 e 1950, non come quella catastrofica del 1610 avanti Cristo.

Colombia

Tutti gli occhi sono puntati in questo momento sul Nevado del Ruiz il quale, più che Santorini, sembra essere sul punto di una nuova eruzione. Ricordiamo che l’eruzione del 1985 ha prodotto un enorme flusso di fango vulcanico che ha sepolto la città di Armero causando, secondo stime, 23.000 morti in quella che divenne nota come “la tragedia di Armero” (nella foto una fase dei soccorsi). Un rapporto della scorsa settimana riferisce di un pennacchio di fumo alto 1,4 chilometri che si eleva sopra il cratere Arena, il quale trae origine da sorgenti termiche multiple sotto il cratere. Viene segnalato anche un forte aumento dell’attività sismica sotto il Ruiz, fino ad una profondità di 10 chilometri. In forte aumento l’emissione di biossido di zolfo. Sono state imposte restrizioni ai turisti per tutta l’area interessata dai fenomeni all’interno del Parco Nazionale “Los nevados”.

Alaska

Il vulcano Iliamna continua a rombare e ad emettere vapore e questi fenomeni non sembrano intenzionati a diminuire. Entrambi questi segni suggeriscono la risalita del magma nel vulcano, ma finora non ci sono segnali inequivocabili che indichino una imminente eruzione. L’attività, comunque, è simile a quella che ha preceduto l’eruzione del 1996; in quell’occasione i preliminari durarono circa un anno.

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