Volare utilizzando scarti del legno

Volare utilizzando scarti del legno



Lunedì mattina la compagnia aerea Alaska Airlines ha fatto decollare un Boeing 737 alimentato da scarti del legno ricavati dalle lavorazioni effettuate nelle foreste dell’America del nord che si affacciano sul Pacifico. È una pietra miliare sulla strada che questa Compagnia aerea sta percorrendo nell’intento di ridurre l’inquinamento dei suoi voli aerei, ma non è il primo esperimento. Nel giungo scorso aveva effettuato dei voli utilizzando un combustibile per il 20% a base di mais. Alla pari del mais, anche il legno contiene zuccheri che possono essere convertiti in alcool e quindi in kerosene o carburante per jet. È più costoso ottenere alcool dal legno che dal mais, ma il legno produce isobutanolo che è un alcool molto più adatto ai carburanti per aerei. Il carburante alternativo è stato prodotto grazie agli sforzi dell’Università dello Stato di Washington e da Renewables Alliance (NARA) con la Gevo Inc., una società privata di tecnologia rinnovabile. La miscela a base di legno porta anche alcuni vantaggi aggiuntivi: non è in concorrenza con le colture alimentari e utilizza scarti forestali che sono in genere raccolti in mucchio e bruciati. E se questo processo di conversione guadagnasse sostegno, potrebbe creare nuovi posti di lavoro nelle aree con foreste. Questi esperimenti non sono bravate occasionali, ma il segnale che la scienza dei biocarburanti sta avanzando. Molte Compagnie aeree si sono impegnate a tagliare l’inquinamento dei loro voli entro il 2020. Il volo di lunedì, che ha consumato 1.080 galloni di carburante ecologico, non ha avuto particolare impatto sull’ambiente ma, se l’Alaska Airlines utilizzasse questo carburante sulla sola rotta Seattle-Tacoma, verrebbero ridotte di 142.000 tonnellate l’anno le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, l’equivalente del consumo di 30.000 automobili sulle strade.

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