Vivendo in un mondo troppo pulito è più facile ammalarsi?

Vivendo in un mondo troppo pulito è più facile ammalarsi?



Chi non sosterrebbe i benefici del vivere in un mondo industrializzato? Acqua potabile, bassa mortalità infantile, minori incidenti sul lavoro sono solo alcuni dei benefici. Così accecati dai benefici, i ricercatori potrebbero però non riconoscere alcuni rischi che da ciò deriverebbero. Ad esempio, l’Alzheimer è decisamente più presente nei Paesi industrializzati. Un recente studio condotto a Cambridge dall’evoluzionista Molly Fox sembra evidenziare il fatto che questa malattia sia meno presente nei Paesi che non hanno rinunciato alle loro tradizioni agrarie. Lo studio è apparentemente il primo a collegare la malattia di Alzheimer alla teoria, sempre più accettata, chiamata “ipotesi igiene”. L’ipotesi postula che le persone delle società industrializzate non entrino in contatto con abbastanza batteri per stimolare il loro sistema immunitario a sviluppare anticorpi. L’ ipotesi della troppa igiene è stata in precedenza citata quale possibile causa di malattie autoimmuni, allergie, asma e persino del diabete. “Nel mondo moderno, sviluppato, viviamo in ambienti igienicamente sterilizzati e di conseguenza non siamo in contatto con gli animali, le feci ed il fango come lo è stato fino a pochi decenni fa”, ha detto Fox in un video sui risultati, pubblicati su Evolution, Medicine and Public Health. L’industrializzazione ci ha liberati non solo dai batteri che causano attacchi mortali di diarrea nel mondo in via di sviluppo, ma anche dai batteri con cui gli esseri umani si sono co-evoluti in un rapporto simbiotico, come quelli che abitano in un sistema intestinale sano ed aiutano a rimanere magri. Fox ed i suoi co-autori hanno quindi collegato la maggior igiene ad un tasso più alto della malattia di Alzheimer. Hanno confrontato l’incidenza della malattia tra i Paesi con scarsa igiene, acqua non potabile ed esposizione ad ogni genere di microbi, e quindi malattie infettive, ed i Paesi industrializzati. Ebbene, i primi hanno un terzo in meno dei casi di Alzheimer rispetto ai Paesi ricchi. I ricercatori si sono concentrati sull’infiammazione trovata nel cervello di coloro che soffrono della malattia di Alzheimer e sembrerebbe che il sistema immunitario di questi soffra a causa della “ipotesi igiene”. Pare che il cervello non riesca a “portare fuori l’immondizia” che si accumula con la normale funzione cellulare. “La consapevolezza di questo sottoprodotto della crescente ricchezza e sviluppo potrebbe favorire l’innovazione di nuove strategie per proteggere le popolazioni vulnerabili dalla malattia di Alzheimer”, ha detto Fox. Risposte concrete circa la malattia di Alzheimer sono ancora apparentemente lontane, ma l’ipotesi igiene potrebbe portare nuove idee su come i Paesi industrializzati possano sfruttare i benefici dello sviluppo senza condurre una guerra spietata contro i microbi, come ha fatto nel recente passato l’Occidente.

Via

 

Categorie Salute