Vitamina D e rachitismo

Vitamina D e rachitismo



Sembra che esista anche nei Paesi sviluppati il problema della carenza di vitamina D. Il Royal College of Paediatrics and Child Health, organizzazione inglese per la salute dei bambini, dice che un quarto dei bambini sono a rischio di rachitismo a causa della carenza di vitamina D nell’organismo. Ha chiesto al Governo di adottare provvedimenti, compresa l’eventuale integrazione di alcuni alimenti con vitamina D. Sul totale della popolazione inglese, si ritiene che una buona metà abbia problemi in questo campo, ma che addirittura il 90% delle persone di colore e degli asiatici presenti in Inghilterra possano avere carenza di vitamina D. I casi di rachitismo sono  passati da 183 nel 1996 a 762 nel 2011. La responsabile inglese per la sanità, signora Sally Davies, ha raccomandato integratori di vitamina D alle donne che allattano, ai bambini fino ai 5 anni ed agli ultra 65enni. “La vitamina D – dice il prof. Blair del Royal College –  si trova in alcuni alimenti come l’olio di pesce, le uova e i funghi, ma solo il 10% della dose giornaliera consigliata per una persona si trova naturalmente negli alimenti”. “Mangiare più pesce o stare di più al sole non modifica sensibilmente l’acquisizione di vitamina D”, dicono gli esperti. Il programma governativo Healthy Start sta distribuendo integratori di vitamina D alla famiglie meno abbienti e ai gruppi a rischio, ma pochi sanno dell’iniziativa ed il Royal College vuole produrre volantini per informare la collettività sul problema della mancanza di vitamina D e sui problemi che ne possono derivare. Inoltre, lo Scientific Advisory Committee on Nutrition vuole proporre la fortificazione di cibi e bevande con vitamina D come già fanno in USA, Canada e Finlandia.

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