Una cometa 100 volte più brillante di Venere

Una cometa 100 volte più brillante di Venere



Se non si disintegrerà in volo, la cometa Ison passerà a meno di 2 milioni di chilometri dal Sole (un centesimo della distanza fra noi ed il Sole) a novembre del prossimo anno e sarà visibile nell’emisfero nord. La cometa, scoperta a Kislovodsk (Russia) lo scorso 21 settembre, è stata battezzata “Ison” dai due scopritori: il russo Artyom Novichonok e il bielorusso Vitali Nevski. Ora è in avvicinamento al Sole, in prossimità dell’orbita di Giove. Quando sarà in prossimità del Sole, questa palla di roccia e ghiaccio inizierà ad evaporare creando quel bellissimo effetto che è la coda. Non è ancora possibile conoscere la grandezza di Ison, ma si stima che potrà essere visibile ad occhio nudo da inizio novembre 2013 alla fine di gennaio 2014. Secondo le previsioni di tre astronomi dell’osservatorio italiano di Remanzacco (Udine), la cometa Ison potrebbe brillare 100 volte più del pianeta Venere, l’astro più brillante in cielo. Il culmine della luminosità dovrebbe essere attorno al 29 novembre del prossimo anno. Alcuni astronomi stimano che potrebbe addirittura risultare più luminosa della Luna piena. Ma una buona parte degli astronomi, ricordando il flop della cometa Elenin che si è disintegrata in volo nell’ottobre del 2011, preferiscono non impegnarsi troppo presto con dichiarazioni che potrebbero essere vanificate dal comportamento imprevedibile di Ison. Lo scienziato della NASA Karl Battams ha detto: “E’ molto probabile che si tratti di una cometa proveniente dalla nube di Oort (una culla di comete lontana poco meno di un anno luce da noi) e che sia quindi la prima volta che viaggia verso il Sole. Sarà probabilmente carica di ghiaccio intatto altamente volatile, non ancora provato dalle sollecitazioni termiche e dinamiche del Sole. Potrebbe anche esplodere settimane o addirittura mesi prima di doppiare il Sole”. In questo caso, lo spettacolo tanto atteso non avrà luogo. Per avere qualche riscontro bisognerà attendere ancora qualche mese, lasciando il tempo alla cometa di avvicinarsi. Ison potrà così essere studiata nei particolari, sperando che resista al calore del Sole e ci regali uno dei più bei spettacoli del cielo.

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