Un soldato morto parla con la madre…

Un soldato morto parla con la madre…



Forse può interessavi questa testimonianza relativa ad una comunicazione medianica tra un soldato morto nella prima guerra mondiale e sua madre. Ci sono molte raccolte di tali esperienze, raccolte con metodo scientifico. Questo esempio è tratto da un lavoro di Ernesto Bozzano e pubblicata nel 1930.

“Si tratta di una raccolta di comunicazioni medianiche interessantissime, conseguite con la medianità della stessa Mrs. Jessie Platts, vedova del reverendo Charles Platts, la quale ebbe la sventura di perdere entrambi i figli nella grande guerra. Le comunicazioni pubblicate provengono dal minore tra questi – il diciottenne Tiny – morto combattendo sul fronte francese nell’aprile 1917 e comunicatosi psico-graficamente con sua madre nell’anno successivo, allorché la guerra infuriava ancora, più che mai terribile. Egli fornì prove personali d’identificazione dirette e indirette. Queste ultime consistevano nell’annunciare alla mamma l’ingresso nel mondo spirituale di altri spiriti di militari uccisi in quel momento in battaglia; e dopo qualche giorno pervenivano effettivamente notizie ufficiali sulla morte di quei medesimi soldati. Egli aveva informato la mamma di fungere da semplice strumento trasmettitore di ammaestramenti spirituali, incombenza affidatagli da uno spirito missionario che in vita era stato un religioso, di nome Padre Hilarion. Ora Mrs. Platts nulla sapeva dell’esistenza in passato di un siffatto personaggio, ma informandosi in proposito, pervenne ad accertare ch’egli era effettivamente vissuto. Ciò premesso, allo scopo di corroborare il valore dei messaggi in questione, passo a riferire il brano che riguarda l’ingresso del figlio di Mrs. Platts in ambiente spirituale. Egli dettò: «Per i viventi in ambiente terreno vi è molto da apprendere intorno allo stato che li attende dopo la morte: voglio dire all’istante in cui lo spirito si distacca dall’organismo corporeo. Mi si concede di parlartene brevemente in questo messaggio. Premetto che non possono darsi due spiriti disincarnati i quali abbiano a sottostare alla medesima esperienza in proposito. Nondimeno, tali multiformi esperienze presentano un dato comune, ed è che tutti gli spiriti s’immaginano di essere ancora vivi e quelli che passarono per un’agonia di sofferenze rimangono profondamente sorpresi di trovarsi improvvisamente guariti; e la loro esultanza è tale ch’io ritengo sia questa l’impressione più forte che si possa provare dopo la crisi della morte. Quando sono morto io, o più precisamente, quando il mio corpo è morto, io ben ricordo che immaginavo di essere più vivo che mai e stavo in attesa di ricevere ordini per un’ulteriore avanzata (quando mi colpì la pallottola che mi uccise, eravamo stati tagliati fuori dal nostro reggimento e si tentava con grandi cautele di riprendere contatto). Qualche rara volta gli spiriti disincarnati, ritrovandosi soli in ambiente sconosciuto, sono colti da grande spavento; ma ciò avviene soltanto a coloro che furono in vita profondamente egoisti e non rivolsero mai il pensiero a Dio. Nondimeno, a suo tempo, anche questi spiriti sono soccorsi e confortati dai loro spiriti-guida, ma prima occorre ch’essi acquistino sufficiente spiritualità per essere in grado di percepire gli spiriti-guida. «Quasi tutti i disincarnati passano per un periodo di sonno riparatore, che può durare un giorno o due, come può durare settimane e mesi, il che è in rapporto con le circostanze del loro trapasso. Nel caso mio, ero stato ucciso fulmineamente, non avevo sofferto e non ero passato per malattie estenuanti; tuttavia rimasi in sonno per circa una settimana poiché la mia morte, troppo fulminea, aveva provocato uno strappo brusco del “corpo fluidico” dal “corpo somatico”, con notevole contraccolpo sul primo. Qualora tra gli spiriti nuovi arrivati ve ne siano taluni vincolati da grandi affetti con altri spiriti già da tempo disincarnati, questi ultimi accorrono ad incontrarli prima che passino per la fase del sonno riparatore. Non può darsi felicità maggiore di questi incontri in ambiente spirituale, dopo lunghe separazioni che sembravano definitive. E per quanto gli spiriti sappiano che dovranno temporaneamente separarsi ancora, essi non se ne rammaricano, poiché sanno che queste separazioni non sono più la stessa cosa. Quando poi gli spiriti nuovi arrivati si risvegliano dal sonno riparatore, le loro guide intervengono onde ammaestrarli intorno alla natura dell’allenamento spirituale riserbato a ciascuno …».

Questa testimonianza è delle più semplici, ma sufficiente a porsi delle domande. Gradirei conoscere le vostre impressioni a riguardo; ne potrebbero scaturire interessanti argomentazioni.

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