Un mare di spazzatura sopra le nostre teste

Un mare di spazzatura sopra le nostre teste



Gli umani sono disordinati di natura, sia sulla Terra che fuori di essa. Per farsene un’idea più precisa di cosa ci gira sopra la testa, il dottor Stuart Grey, astronomo presso la University College di Londra, ha preparato un’animazione nella quale si evidenzia l’apporto di materiali e di spazzatura attorno al nostro pianeta negli ultimi 60 anni di attività spaziale. Tutto è iniziato nel 1957 con l’invio del satellite russo Sputnik. Da quel momento abbiamo due oggetti: la palla di 58,5 cm del satellite e l’ultimo stadio del razzo che l’ha portato fin lassù. L’anno dopo gli Americani inviano l’Explorer 1 ed inizia la corsa allo spazio. Praticamente ogni missione ha creato dei detriti, piccoli o grandi, derivanti dai vettori, dai materiali staccatosi dai satelliti e da collisioni involontarie. Quando nel 1961 il russo Yuri Gagarin ha fatto il primo giro attorno alla Terra, c’erano già 200 detriti di varia dimensione che galleggiavano nello spazio. Dieci anni dopo lo sbarco sulla Luna (1969) troviamo ben 5.000 oggetti in orbita e non tutti sono piccoli detriti. Grazie all’esplorazione dello spazio profondo, ci sono un’infinità di motori per razzi lassù. Il numero di detriti si è mantenuto attorno ai 9.000 pezzi fino al 2007, anno in cui è esploso un test missilistico cinese aggiungendo altri 2.000 pezzi all’elenco. Nel 2009 c’è stata una collisione fra due satelliti che ha apportato altri 2.000 frammenti (la foto rende un’idea di cosa succede).

detriti 4

Attualmente si stimano circa 20.000 pezzi metallici più grandi di una mela che girano sopra le nostre teste ad una velocità di 17.000 km/h. L’oggetto più piccolo ha una forza tale da sfondare una parete di acciaio. Lo spazio attorno al pianeta è così inquinato che è ormai pericoloso anche inviare persone e mezzi, in quanto risulta difficile monitorare le orbite di ogni detrito per evitare le collisioni. Bisognerebbe mandar su un camion della spazzatura…

debris