Trovato micro chip nel cranio di Napoleone

Trovato micro chip nel cranio di Napoleone



Consigliato dagli Alieni?

Il professore francese André Dubois, assieme ad altri ricercatori, stava esaminando i resti mortali del grande Napoleone. Volevano capire se fosse stato un difetto della ghiandola Ipofisi ad influire sulla sua bassa statura. Il Governo francese aveva da poco fatto riesumare il corpo dell’Imperatore e finanziato questa ricerca con 100.000 euro. Il giovane professore Dubois rimase letteralmente di stucco nel trovare, incastonato nel cranio, un micro chip lungo poco più di un centimetro! Com’era possibile? Era forse stato addotto dagli Alieni? I casi di abduction fin qui conosciuti sono relativi a persone normalissime, non a grandi personaggi. Dopo un accurato esame della crescita dell’osso attorno al micro chip, i ricercatori hanno ritenuto che l’impianto possa essere stato eseguito quando Napoleone aveva 20-30 anni massimo. Dagli annali conosciamo che, da giovane ufficiale, Napoleone è risultato irreperibile per alcuni giorni nel luglio del 1794. Egli riferì di essere finito in carcere sotto Robespierre, ma nessun rapporto della prigione lo conferma. In quell’anno Napoleone (1769-1821) aveva 25 anni: potrebbe essere stato il periodo dell’impianto. Quello che ha fatto questo grande generale, anticipando di un secolo le strategie degli avversari, lo sappiamo dai libri di storia. Già l’anno seguente invadeva l’Italia con un esercito di soldati, affamati e demotivati, e la conquistava. Pochi anni dopo (1804) si autoincoronava Imperatore dopo aver annesso alla Francia, oltre all’Italia, la Germania, l’Austria, la Svizzera e la Danimarca. L’equipe che ha studiato il caso ritiene che, forse, l’abitudine di Napoleone di tenere una mano sul cuore derivasse da qualche impulso elettrico, prodotto dal micro chip, che gli disturbava il cuore. Cosa ne sarebbe stato dell’Europa senza “questo” Napoleone non siamo in grado di immaginarlo.
Altre fonti ritengono una bufala la notizia. Noi non siamo in grado giudicare, ma di riferire le news che circolano sui media. Se qualcuno volesse saperne di più su questo caso, può mandare una mail al professore Dubois all’ indirizzo indicato dalla fonte:  Andre.Dubois@univ-valenciennes.fr