Trovato il gene che blocca la trasmissione del dolore

Trovato il gene che blocca la trasmissione del dolore



C’è una ragazza, la cui identità viene mantenuta segreta, che non sente il dolore fisico ed i ricercatori stanno cercando di produrre nuovi antidolorifici sfruttando lo stesso principio. Una persona affetta da analgesia congenita non è per questo la più fortunata, perché potrebbe ferirsi in maniera grave e non accorgersene, a rischio della vita. Confrontando la sequenza genetica di questa ragazza con quella dei suoi genitori, che invece sentono normalmente il dolore, Ingo Kurth e colleghi dell’Ospedale universitario di Jena (Germania) hanno identificato una mutazione nel gene chiamato SCN11A. Questo gene controlla la trasmissione dei segnali di dolore effettuata mediante ioni di sodio che viaggiano su speciali canali nervosi, generando impulsi elettrici che inducono il cervello a percepire il dolore. Nella ragazza questo gene risulta iperattivo, per cui non è in grado di lanciare l’allarme elettrico mediante la scarica di neuroni. Risultato: non è possibile avvertire il cervello di un dolore in atto. Per confermare la loro scoperta, il team ha inserito una versione mutata del gene SCN11A in cavie da laboratorio e testato la loro capacità di percepire il dolore. Solo l’11% di queste, però, ha sviluppato analgesia aumentando di 2,5 volte il tempo di percezione del dolore. “Questo denota che, mentre ci sono similitudini tra uomo e cavie, il grado di insensibilità al dolore è più marcato negli uomini”, ha detto Kurth. I ricercatori stanno ora individuando un farmaco che blocchi i segnali che arrivano dal gene SCN11A senza bloccare tutti gli altri segnali condotti con ioni di sodio. La cosa non è semplice. Geoffrey Woods, dell’Università di Cambridge, il cui team ha scoperto nel 2006 le mutazioni in un altro gene strettamente collegato al dolore, fa presente che si conoscono ora 3 geni, relativamente al dolore, che lavorano in maniera diversa: SCN09A, SCN10A e SCN11A. Quando uno dei primi due non funziona, le persone non sentono il dolore, mentre provano un dolore straziante quando questi diventano iperattivi. Con il gene SCN11A, invece, è tutto il contrario, perché quando è iperattivo non trasmette segnale di dolore. Forse è una specie di guardiano nel caso che i primi due “sparino” troppo spesso segnali di dolore. “Se riusciremo a trovare un farmaco che faccia diventare iperattivo l’SCN11A, dovremmo ricavarne un fantastico analgesico”, dicono i ricercatori.

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