Trovato ghiaccio su Mercurio

Trovato ghiaccio su Mercurio



Su Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, c’è un sacco di ghiaccio: da 100 miliardi a 1.000 miliardi di tonnellate. Lo hanno riferito ieri gli scienziati della NASA che lavorano con la sonda Messenger. Sean C. Solomon, coordinatore del progetto Messenger, ha detto che c’è abbastanza ghiaccio da coprire la città di Washington con un blocco alto 5 chilometri. La scoperta è veramente inattesa, considerando che parliamo del piccolo pianeta più vicino al Sole e che all’equatore la temperatura arriva ben sopra i 400 gradi centigradi. Ma, evidentemente, nel profondo dei crateri dove non batte il sole la temperatura è abbondantemente sotto zero. I risultati sono apparsi sul sito web di Science. Il ghiaccio su Mercurio può essere interessante sia per una futura missione con una sonda robot che come possibile risorsa per futuri astronautici. Gli scienziati planetari hanno avuto sentore della presenza di ghiaccio un paio di decenni fa, quando le onde dei radio telescopi che rimbalzavano risultavano sorprendentemente luminose. La sonda Messenger è entrata in orbita attorno a Mercurio nel marzo del 2011 ed ha già completato la sua missione principale. Ha contato anche i neutroni che sfuggono dal pianeta; i raggi cosmici, infatti, riescono a rompere gli atomi e i neutroni sono uno dei prodotti di risulta. Quando nella sua corsa un neutrone colpisce un atomo di idrogeno, che ha più o meno il suo stesso peso, si ferma di colpo come quando si colpisce una palla al gioco del biliardo. Le molecole di acqua contengono 2 atomi di idrogeno; quando la sonda Messenger passa sopra i poli (dove c’è ghiaccio) il numero di neutroni si riduce perciò drasticamente. Lo stesso sistema è stato usato per scoprire acqua su Marte e nei crateri della Luna. Il ghiaccio è composto quasi interamente da acqua pura, il che indica che è arrivata su Mercurio negli ultimi 10 milioni di anni, forse per mezzo di una cometa impattata sul pianeta. Molti crateri minori presenti su Mercurio potrebbero essere la prova dell’impatto. Ma la scoperta del ghiaccio sta anche a significare che ci devono essere delle aree temperate anche su Mercurio (tra i poli e l’equatore) e qualche metro sotto la superficie potrebbe esserci la temperatura ideale per la costruzione di una base. “La gente ci scherza – dice David A. Paige, il geologo che ha calcolato le temperature sul pianeta – ma potrebbe non essere un’idea così folle”.

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