Tira brutta aria…

Tira brutta aria…



Gli avvisi delle ONG, dei parlamentari europei e di 11 ministri dell’ambiente non sono serviti a niente. Ieri pomeriggio il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il suo vice presidente Frans Timmermans, hanno confermato davanti al Parlamento Europeo il loro desiderio di concentrare gli sforzi nel 2015 per incrementare l’impiego a scapito dell’ambiente. Conseguenza: Bruxelles ritira dal programma di lavoro ben 83 progetti, tra regolamenti e linee guida, ereditati da Barroso che mirano a migliorare la qualità dell’aria e ad incrementare l’economia circolare (un’economia pensata per potersi rigenerare da sola). Il progetto per quest’ultima prevede di rendere il riciclaggio sistematico e di ridurre del 30% i rifiuti entro 15 anni. Per la qualità dell’aria, una direttiva del 2013 propone di ridurre l’emissione di particelle con diametro di 2,5 micron, particolarmente pericolose per la salute e responsabile di 58.000 morti premature l’anno. Le Associazioni ambientaliste considerano incomprensibile il ritiro del progetto per l’aria pulita e temono che sia solo il primo di una serie di futuri attacchi contro le leggi ambientali. A loro avviso, la Commissione “ha scelto di favorire gli interessi privati della frangia più liberale” della comunità imprenditoriale europea “nel disprezzo per il benessere dei cittadini europei”. Il 17 novembre il Presidente della Commissione europea per l’Ambiente ha ricordato che ogni anno muoiono 400.000 persone a causa dell’inquinamento atmosferico a vario titolo, con un esborso da parte della Sanità di svariate decine di miliardi di euro. Da parte loro, gli imprenditori chiedono di riscrivere le regole da un punto di vista economico e non solamente ambientale. La Commissione europea nega di voler abbandonare ogni ambizione in campo ambientale, giustificando il momento con la priorità dell’occupazione. Ritiene inoltre che non ci sia spazio di discussione, nel prossimo futuro, con il Parlamento europeo su temi come la qualità dell’aria e l’economia circolare. www.lemonde.fr