Teschi di cristallo: da dove vengono?

Teschi di cristallo: da dove vengono?



Teschi in cristallo sono stati trovati in epoche diverse tra le rovine della civiltà Maya e Azteca. Tutt’oggi sono un mistero profondo, come le Piramidi d’Egitto, le Linee di Nazca o Stonehenge. Ad alcuni teschi viene attribuita un’età che va dai 5.000 ai 36.000 anni. I popoli indigeni riconoscono loro proprietà magiche e curative, ma nessuno sa esattamente a cosa servissero e chi li ha fatti. Sono forse reperti del passato Impero di Atlantide? Possono davvero farci vedere lontano nel passato e predire il futuro? Diverse ricerche sono in corso sui teschi di cristallo; la loro stessa esistenza sfida la logica perché, per quanto conosciamo sulle pietre, questi cristalli sarebbero dovuti andare in pezzi durante la lavorazione. Il teschio di cristallo più celebre e misterioso è quello di Mitchell-Hedges, trovato fra le rovine Maya di Lubaantun in Belize nel 1924, per almeno due buone ragioni. In primo luogo, è molto simile nella forma ad un vero teschio umano ed è dotato di mascella rimovibile. La maggior parte dei teschi di cristallo conosciuti hanno una struttura più stilizzata e i denti sono semplicemente abbozzati. In secondo luogo, è impossibile dire come il teschio di Mitchell-Hedges sia stato costruito. Dal punto di vista tecnico, oggi non saremmo in grado di duplicarlo. È stato ricavato da un unico blocco di cristallo di quarzo trasparente, sia il cranio che la mandibola. Pesa quasi 6 kg ed ha le dimensioni di un normale teschio umano di femmina adulta. Nel 1970 la famiglia Mitchell-Hedges ha prestato il cranio ai laboratori della Hewlett-Packard perché eseguissero un ampio studio. Gli esami hanno dato alcuni risultati sorprendenti. Si è scoperto che il cranio è stato intagliato contro l’asse naturale del cristallo, che è esattamente quello che fanno anche oggi gli scultori di quarzo. Diversamente andrebbe in pezzi, anche usando strumenti laser. Non presenta graffi microscopici, il che significa che è stato lavorato con strumenti di metallo. Un lavoro equivalente fatto a mano dagli antichi Maya (sbozzato con diamante e rifinito con sabbia di silicio e acqua) richiederebbe 300 anni. La conclusione alla quale è giunto il laboratorio HP è che: “Non dovrebbe esistere!”

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