Svaniti nell'aria mentre camminano

Svaniti nell'aria mentre camminano



Scompaso nel 1876 e ricomparso nel 1950

Prendiamo il caso del signor Orion Williamson, un agricoltore americano di Selma, in Alabama, che scomparve nel luglio del 1854. Si trovava seduto all’ombra, nei pressi della sua fattoria, in compagnia della moglie e del figlio quando si alzò per andare a riprendere alcuni cavalli al pascolo nel vicino campo. Mentre attraversava il campo, all’improvviso scomparve sotto gli occhi sbigottiti dei familiari e di due conoscenti che si trovavano nelle vicinanze. Il terreno venne minuziosamente controllato dai testimoni e dalla polizia che intervenne subito dopo con cani segugi e, infine, dai numerosi giornalisti intervenuti sul posto; ma di Williamson più nessuna traccia.
O come James Burnes, un calzolaio inglese del Warwickshire con il vizio del bere. Era il 1873. Nonostante quella sera avesse esagerato con l’alcool e a malapena si reggesse in piedi, accettò una scommessa con gli amici che sarebbe riuscito a raggiungere Coventry con le proprie gambe e senza aiuto. Visibilmente barcollante, s’incamminò seguito dagli amici  che, seduti su di una carrozza, lo seguivano schernendolo. Ad un certo punto, James inciampò su di una pietra cadendo in avanti ma non arrivò mai a terra. Sotto gli occhi increduli degli amici, svanì nell’aria ancora prima di toccare il suolo. Lo cercarono ovunque senza esito e denunciarono il fatto alla polizia che, dopo molte indagini, dichiararono James Burnes ufficialmente scomparso.
Un altro caso degno di nota riguarda quanto è accaduto a Charles Ashmore, un sedicenne americano di Quincy, Illinois, il 9 di novembre del 1878. Alle nove di sera si era avviato al pozzo del cortile di casa per attingere acqua. Faceva molto freddo e il terreno era coperto da uno spesso strato di neve. Non vedendolo tornare entro il tempo necessario per il recupero dell’acqua, i familiari cominciarono a preoccuparsi e uscirono di casa per cercarlo. Seguirono le orme del ragazzo lasciate al suo passaggio sulla neve ma, ancora prima di arrivare al pozzo, si interrompevano bruscamente. Le impronte sul terreno testimoniavano che non era tornato indietro né aveva cambiato direzione; era come se si fosse disciolto nell’aria.
E ancora l’eclatante caso di Rudolf Fenz, scomparso nel 1876 e ricomparso all’improvviso il 15 giugno 1950. Purtroppo, nei 74 anni dalla sua sparizione la città di New York si era sviluppata ed il punto dal quale lui era scomparso faceva ora parte di Times Square. Perciò appena ricomparve venne travolto ed ucciso dal traffico della grande piazza. Agli occhi dei numerosi testimoni e alla polizia intervenuta immediatamente sul luogo dell’incidente, la vittima appariva vestita in modo strano e antiquato. Portava un ampio cappello a tesa e vestiva una camicia con lo chabot, pantaloni elasticizzati con una larga fibbia lucente e calzava scarpe lucide nere con tacco alto: un abbigliamento in gran voga nell’ottocento. Oltre ad alcune banconote in dollari, ormai fuori corso da molto tempo, tra gli effetti personali vi erano alcuni biglietti da visita e alcune ricevute che si riferivano alla manutenzione di una carrozza rilasciate sempre allo stesso nominativo: Rudolf Fenz. Dalle indagini che ne seguirono emerse che di un certo Rudolf Fenz era stata denunciata la scomparsa nel lontano 1876; era stato riportato negli atti e inserito nella lista delle persone scomparse dell’epoca. La moglie, all’atto della denuncia, aveva descritto anche l’abbigliamento che indossava al momento della scomparsa e che corrispondeva in tutto e per tutto al malcapitato investito in Times Square.
Ma se risultano sconcertanti le scomparse delle singole persone, lo sono ancor di più quelle di gruppo.
Ben quattromila soldati dell’Arciduca d’Austria scomparvero durante la guerra di Successione Spagnola, nel 1707, mentre si accingevano a guadare un ruscello sui Pirenei. La stessa sorte toccò a 650 soldati francesi delle Colonie che nel 1858 si stavano dirigendo a Saigon. Altre migliaia di persone scomparvero, in una sola notte, da un campo profughi durante la guerra del Golfo, 1990-1991.

Dino Colognesi