Stress: l’importanza della reazione cardiaca

Stress: l’importanza della reazione cardiaca



Come viene percepito lo stress e come si reagisce ad esso è più importante della frequenza con la quale si verifica, secondo quanto riferisce un recente studio. Ricercatori della Pennsylvania State University e della Columbia University (Stati Uniti) hanno analizzato i dati di 909 partecipanti, compreso telefonate quotidiane ed elettrocardiogrammi. I partecipanti avevano un’età compresa fra i 35 e gli 85 anni, scelti fra una campionatura nazionale. Ogni giorno veniva loro chiesto di descrivere il livello di stress subito: nessun, poco, abbastanza, molto. Anche lo stato emotivo doveva essere descritto: arrabbiato, triste, nervoso. In media, il 42% ha riportato una situazione di stress quotidiana di livello “abbastanza”. Un fatto importante da tener presente in questi casi è la variabilità della frequenza cardiaca, la variazione di intervallo tra un battito e l’altro. Non importa se una persona abbia pochi o molti eventi stressanti, infatti, ma come risponde il suo cuore. Stranamente, i partecipanti che avevano segnalato un sacco di eventi stressanti non erano per forza quelli con minor frequenza cardiaca. E questa è una buona cosa. Infatti, un’alta variabilità cardiaca denota la capacità dell’organismo di rispondere alle sfide. Le persone invece che hanno una bassa variabilità di fronte allo stress avrebbero anche un maggior rischio di malattie cardiovascolari e rischio di morte prematura. Ciò significa che il tipo di reazione che segue ad uno stress è più importante del numero di eventi stressanti che possono accadere. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Psychosomatic Medicine.