Strepitoso trapianto di trachea

Strepitoso trapianto di trachea



In un ospedale della Corea del Sud, una equipe di medici hanno impiantato con successo un trachea artificiale in una bambina che era nata senza. La trachea artificiale, raro caso di impianto, era stata rivestita con le cellule staminali della bambina. Dopo aver vissuto i primi due anni e mezzo della sua vita in terapia intensiva, la piccola Hannah Warren sarà presto in grado di tornare a casa con i suoi genitori. Hannah è nata con una malformazione congenita rara, per cui la trachea non è riescita a svilupparsi. Il difetto è di solito fatale (non dà la facoltà di respirare, deglutire, mangiare, bere, parlare) ma, attraverso una terapia straordinaria, è riuscita a vivere 2 anni e mezzo. E’ il primo esperimento del genere; la trachea artificiale è stata costruita con nano-fibre e poi rivestita con cellule staminali prelevate dal midollo osseo della bambina. Secondo Paolo Macchiarini, professore di chirurgia rigenerativa presso il Karolinska Institute di Stoccolma, in Svezia, che ha guidato l’intervento chirurgico, il rivestimento della trachea con le proprie cellule staminali è fondamentale per eliminare la necessità di prendere farmaci immunosoppressori per il resto della vita, come avrebbe dovuto fare la piccola Hannah. L’intervento è durato nove ore ed è la più piccola paziente ad aver ricevuto un trapianto di trachea. Hannah si sta riprendendo dall’intervento chirurgico che ha avuto luogo il 9 aprile. Ora è curata da un team di pneumologi e logopedisti, ma nei prossimi mesi tornerà a casa. “La cosa più sorprendente, che per la bambina è un miracolo, è che questo trapianto ha salvato non solo la sua vita, ma le consentirà di mangiare, bere, deglutire e parlare come qualsiasi altro bambino normale,” ha detto il dottor Macchiarini in un comunicato stampa. “Lei passerà dall’essere prigioniera virtuale in un letto d’ospedale al correre e giocare con la sorella godendo di una vita normale, che è la cosa più bella”.

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