Stiamo perdendo la lotta contro i tumori?

Stiamo perdendo la lotta contro i tumori?



Ben 100 esperti mondiali si sono riuniti la settimana scorsa per fare il punto sulla lotta contro i tumori, ma la diagnosi è cupa. Sono convenuti da tutto il mondo per chiedersi: “Stiamo vincendo la lotta contro il cancro?” Si sono ritrovati a Lugano, in Svizzera, per formulare un piano d’azione in 10 punti per finire ciò che il Presidente Richard Nixon ha dato inizio il 23 dicembre 1971 con la firma del U.S. National Cancer Act. Anche se nell’atto non si legge la frase “guerra al cancro”, questo era il concetto ampiamente percepito al momento. La maggior parte degli americani pensava allora che una cura per il cancro sarebbe stata scoperta entro cinque anni, emulando il successo tecnologico che aveva portato l’uomo sulla Luna. Ma più di 40 anni dopo, alcuni esperti parlano di una cura unica per i 200 tipi più noti di cancro. L’ottimismo dei primi anni ’70 ha lasciato il posto alla determinazione di una comunità scientifica tenace posta sotto assedio da questa crescente epidemia globale. “Curare il cancro è sicuramente più complicato dello sbarco sulla Luna”, ha detto Peter Krammer del Centro tedesco per la ricerca sul cancro di Heidelberg, uno degli esperti che hanno partecipato al Forum mondiale di Oncologia. “La gente deve rendersi conto che ci sono due tipi di lotta contro il cancro: uno focalizzato sulla cura per i pazienti e l’altro basato sulla eliminazione della malattia”, ha detto Umberto Veronesi, un oncologo veterano ed ex ministro della sanità italiana. “In 40 anni abbiamo quasi raddoppiato i tassi di curabilità del cancro e in altri 40 anni è ragionevole supporre che arriveremo molto vicini alla cura di tutte le tipologie”, ha ribadito il dottor Veronesi nel corso del forum, “ma il secondo obiettivo, eliminare il cancro nella popolazione, è un sogno utopico perché l’incidenza dei tumori è in aumento, non diminuisce. Appena abbiamo curato un paziente, ecco che ne arriva un altro”. Alcuni tipi di cancro sono oggi davvero curabili rispetto a 40 anni fa, a condizione, ovviamente, che vengano rilevati in tempo. Per esempio, alcuni tipi di cancro ai testicoli che oggi sono curabili al 100%, mentre erano invariabilmente fatali mezzo secolo fa. Nel 1998, a seguito di un articolo di prima pagina sul New York Times che parlava del successo di farmaci mirati contro la crescita dei vasi sanguigni in un tumore, c’era la speranza diffusa che si sarebbe potuti arrivare ad una cura per il cancro. L’ottimismo è stato presto troncato quando ci si rese conto che queste angiostatine lavorano solo per un breve periodo e comunque il loro costo era troppo elevato per usarlo su larga scala. E altrettanto è successo negli ultimi anni con alcuni interventi mirati che poi si sono rivelati inefficaci e a volte hanno reso più resistenti le cellule tumorali, ha detto il dottor Hanahan, direttore del Swiss Institute for Experimental Cancer Research di Losanna. Una possibile soluzione contro il problema della resistenza del cancro è l’uso di uno o più farmaci, o trattamenti, in combinazione. Questo strategia di anti-resistenza funziona bene contro il virus dell’Aids in rapida evoluzione. Tuttavia, i farmaci di combinazione molti sono costosi; oltre a questo, le Aziende Farmaceutiche sembrerebbero riluttanti a cooperare con dei concorrenti in possesso di brevetti per l’altra metà della terapia di associazione. E se i farmaci sono a buon mercato, come quando non sono brevettabili, ha detto il dottor Hanahan, l’industria farmaceutica non si sentirebbe incentivata finanziariamente, preferendo lavorare su medicinali che possano essere coperti da brevetto per molti anni.

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