Sta salendo la pressione sotto il monte Fuji

Sta salendo la pressione sotto il monte Fuji



Il sisma dello scorso marzo 2011 ha fortemente compresso il magma sotto il celebre vulcano giapponese. La pressione nella camera magmatica potrebbe risvegliare l’attività vulcanica di questo vulcano sempre attivo. Ricercatori giapponesi del Centro nazionale di ricerca sulle scienze della Terra e la prevenzione delle catastrofi (NIED) che si trova a Tsukuba, hanno simulato gli effetti provocati dal sisma maggiore e dalle repliche accadute nel marzo 2011, riporta l’Agenzia di stampa Kyodo, ricavandone che la pressione è salita a 1,6 megapascal. La pressione della camera magmatica del monte Fuji, situata a 15 chilometri sottoterra, presentava nel passato una pressione che oscillava da 0,1 a 1 megapascal; poco per provocare una eruzione. L’ultima eruzione del Fuji è accaduta nel 1707; ma questo vulcano, dalla forma perfetta che ne fa un simbolo del Giappone, è ora sotto stretta sorveglianza da parte dei vulcanologi. “Il Fuji è un vulcano di tipo “grigio”,  esplosivo, la cui attività è legata alla zona di subduzione, dove cioè una placca continentale si infila sotto un’altra”, spiega Valérie Cayol, scienziata presso il laboratorio di magma e vulcani a Clermont-Ferrand. Va tenuto presente che 300 anni fa il vulcano era stato svegliato da un sisma meno violento di quest’ultimo, di 9 gradi, accaduto lo scorso anno (su una foto è visibile il cratere apertosi sul fianco). “Ci sono molti esempi di vulcani entrati in attività dopo un terremoto di 9 gradi” – ha detto Eisuke Fujita, vulcanologo del NIED – “e lo abbiamo visto dopo i terremoti in Cile, Kamchatka e Sumatra”. Le autorità giapponesi prendono seriamente in esame il rischio di una eruzione che potrebbe depositare fino a 10 centimetri di cenere sul territorio circostante, arrivando fino a Tokio che si trova a 100 chilometri. Questo avrebbe devastanti ripercussioni sulla congestionata viabilità e gli aeroporti, procurando danni per miliardi di dollari. Le Prefetture di Kanagawa, Shizuoka e Yamanashi si preparano, per il prossimo anno, ad eseguire simulazioni di evacuazione e di crisi.

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