Sta arrivando la costata artificiale

Sta arrivando la costata artificiale



Un certo numero di laboratori di tutto il mondo stanno cercando di replicare la carne in laboratorio. Il ricercatore Mark Post ha annunciato ai suoi colleghi che la prima bistecca sarà pronta per l’autunno! Mark Post ha dato l’annuncio qualche settimana fa in occasione della riunione annuale della American Association for the Advancement of Science a Vancouver. Ha detto, appunto, che in laboratorio stanno crescendo le piccole parti di muscolo di mucca, ma che per l’autunno sarà in grado di mettere insieme abbastanza carne da preparare un primo hamburger. Per “coltivare” la carne si parte da alcune cellule muscolari dalla coscia posteriore, per la carne di mucca, o dall’area attorno alla spina dorsale per quella di maiale. Le cellule vengono quindi immerse in una miscela nutriente che le aiuta a proliferare. Non è ancora chiaro quanto tempo ci voglia per produrre abbastanza carne da formare una bistecca, ma penso che passerà del tempo prima di vedere queste bistecche alternative nei supermercati. Ma c’è una buona ragione che muove la ricerca in questo campo e quando accadrà saremo all’inizio di una rivoluzione alimentare. Alla fine dell’anno scorso la popolazione della Terra ha raggiunto i 7 miliardi. Entro il 2050 ci si aspetta che raggiunga i 9 miliardi. Come sfamare tanta gente, specialmente se i Paesi del primo mondo mangiano il doppio dei rimanenti? Nel 1961 l’offerta mondiale di carni è stata di 71 milioni di tonnellate. Oggi sfioriamo i 300 milioni ed entro il 2050 il fabbisogno dovrebbe raddoppiare. Ogni anno circa 67 miliardi di animali vengono macellati in tutto il mondo per provvedere alla carne. La produzione zootecnica richiede il 30 per cento delle terre coltivabili e produce, tra la fase di allevamento e quella di trasformazione, quasi un quinto dei gas-serra, ossia più dell’inquinamento prodotto da tutto il sistema di trasporto mondiale. Inutile dire che la carne coltivata in laboratorio sarebbe un’auspicabile alternativa. Da non dimenticare anche il problema del trattamento degli animali durante la crescita e la soppressione. Se la cosa andrà in porto, superando le difficoltà tecnologiche ed economiche per una produzione di massa, nei prossimi anni saremo testimoni di una saporita sfida commerciale.

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