Sperimentato un pacemaker biologico

Sperimentato un pacemaker biologico



Gli scienziati hanno trasformato delle cellule cardiache in cellule “pacemaker” iniettando un gene. Il pacemaker biologico è stato così in grado di curare efficacemente una malattia, hanno detto i ricercatori del Heart Institute Cedars-Sinai di Los Angeles. I ricercatori hanno iniettato un gene in suini con problemi al cuore che provocavano un battito cardiaco molto basso. La terapia genica ha convertito alcune delle miliardi di cellule del muscolo cardiaco normali in cellule specializzate a tenere al giusto ritmo il battito del cuore. Questo pacchetto di cellule, delle dimensioni di un granello di pepe, ha agito come un pacemaker per due settimane facendo funzione di un pacemaker convenzionale, ha riferito il team. “Siamo stati in grado, per la prima volta, di creare un pacemaker biologico con metodi minimamente invasivi e di dimostrare che un pacemaker biologico supporta le esigenze della vita quotidiana”, ha detto il dottor Eduardo Marban che ha guidato la ricerca, “Siamo i primi a riprogrammare le cellule del cuore di un animale vivo per curare efficacemente una malattia. È possibile che si possa arrivare un giorno a salvare vite umane semplicemente iniettando dei geni”. I pacemaker convenzionali sono dispositivi elettronici che vengono impiantati nel petto per regolare il battito cardiaco mediante l’invio di impulsi elettrici. Il pacemaker è diventato operativo attorno al 1960. L’esperimento sui suini è durato solo qualche settimana: è un buon inizio ma bisogna lavorarci. Per ora il pacemaker elettronico continua il suo lavoro di regolare il battito cardiaco e mantenere in vita una moltitudine di persone.

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