Secondo incidente in un mese a Fukushima

Secondo incidente in un mese a Fukushima



Il sistema di raffreddamento del combustibile nucleare immagazzinato nel reattore numero 3 dell’impianto devastato di Fukushima si è brutalmente arrestato questa mattina, 5 aprile, per un motivo sconosciuto, annuncia la Compagnia TEPCO (Tokyo Electric Power). L’allarme è stato lanciato verso le 7,27 (ora di Roma) dopo che i tecnici si sono accorti che l’impianto si era fermato. Si sta cercando di scoprire la causa, ma l’Azienda spera di rimettere in funzione il sistema di raffreddamento entro la giornata. Nel frattempo, la situazione non è considerata allarmante perchè l’acqua della piscina è a 15°C, secondo un comunicato del Gruppo. Tuttavia, questo ennesimo incidente mette in luce la vulnerabilità delle strutture. La piscina del reattore 3, devastato dall’esplosione di idrogeno, contiene poco più di 500 barre di combustibile. Questo è il secondo grave incidente verificatosi in meno di un mese. Il 19 marzo le piscine di raffreddamento 1, 3, 4 ed una piscina comune si erano fermate per una interruzione di corrente causata da un corto circuito il cui responsabile è stato un topo. In quell’occasione la Società TEPCO era stata fortemente criticata per aver avvertito dell’accaduto solo dopo 3 ore.  Molti degli accorgimenti tecnici provvisori messi in atto per evitare il surriscaldamento delle barre sono ancora in servizio, ma risultano di fatto molto vulnerabili. La situazione della centrale di Fukushima è considerata stabilizzata dal dicembre 2011, ma il sito rimane molto fragile specie nel caso di un nuovo terremoto o tsunami.

Via