Se il tuo cane sta per morire, perché non clonarlo?

Se il tuo cane sta per morire, perché non clonarlo?



L’attività di laboratorio della Insung Hwang, secondo il suo sito web, è la guarigione dei cuori spezzati, in particolare quelli di persone che hanno perso un cane al quale erano particolarmente affezionati. Per la modica somma di 75.000 euro circa (100.000 dollari) vi cloneranno il cane che potrà così avere, almeno all’apparenza, un vita infinita. Il dottor Hwang è ricercatore presso il controverso Istituto South Korean Sooam Foundation, coinvolto nel 2006 per tentativi sulla clonazione umana. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno negli Stati Uniti con la clonazione di cani (12 cuccioli clonati consegnati dal laboratorio Insung Hwang lo scorso anno), ora ritengono che l’Inghilterra sia il Paese europeo più idoneo per continuare ad espandere la loro attività. “Abbiamo fatto qualche ricerca di mercato, ma 75.000 euro sono uno scoglio per la maggior parte dei possibili clienti. Stiamo organizzando un concorso a tema per trovare il nostro primo cliente nel Regno Unito. Il vincitore potrà avere uno sconto di almeno il 50%”, ha detto un portavoce. Per clonare un cane, il team di Hwang prende un campione di tessuto dall’animale ancora in vita, o entro pochi giorni dalla morte, e ne blocca le cellule. Viene selezionata una femmina di cane, la razza non ha importanza, per prelevarne un ovulo. Mediante un processo chiamato enucleazione il team rimpiazza il DNA dell’ovulo con quello del campione memorizzato. Il resto fa parte di una normale gestazione fino a dare alla luce un cucciolo che popperà dalla madre per almeno un mese. “Le madri surrogate non devono essere della stessa razza”, spiega Hwang. “Un alano potrebbe, in teoria, essere il surrogato di un cucciolo di chihuahua, ma si tende ad usare razze simili per dimensioni.  Normalmente nasce un solo cucciolo, ma a volte si ottengono cucciolate di tre o quattro esemplari. Solitamente, quando si verifica, il cliente si prende tutti i cuccioli”. Ma la clonazione è ben lungi dall’essere una scienza esatta, come ammette Kwang: “Le cose possono anche andare storte. Nel 2005, quando è stato clonato il nostro primo cane (Snuppy) il tasso di gravidanza era solo del 2%. Ora siamo circa al 30%. Possono intervenire anche malformazioni, per cui si deve ritentare, però i cuccioli che consegniamo ai nostri clienti sono sempre in perfetta salute”. Ma la Fondazione non intende fermarsi ai cani; lo scorso anno ha firmato un accordo con scienziati russi per tentare di clonare un mammuth!

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