Rivoluzionari schermi 3D senza occhiali

Rivoluzionari schermi 3D senza occhiali



E’ in arrivo una rivoluzione nel campo 3D: preparatevi a buttare via i vostri occhiali per la visione in 3D. Da qualsiasi punto della stanza potrai vedere, sullo schermo della tua TV, immagini in 3D senza più usare gli speciali occhiali. La percezione della profondità dipende dalle diverse angolazioni della stessa inquadratura ripresa dai nostri occhi. Il fenomeno si chiama “parallasse”. Le trasmissioni in 3D simulano la profondità proiettando i due punti di vista contemporaneamente sullo schermo e gli occhiali per 3D servono per sbloccare le viste ad alta velocità. Ma il trucco può ora funzionare anche senza occhiali se il monitor contiene delle “barriere parallasse” che forniscono una posizione diversa per ciascun occhio. La consolle portatile per videogiochi della Nintendo 3DS, per esempio, utilizza questa tecnologia, ma l’effetto è piuttosto grezzo e i giocatori devono sedere in un luogo specifico per farlo funzionare. Inoltre, va bene per il singolo giocatore ma non per un gruppo di persone. Sono disponibili sul mercato anche grandi schermi 3D che si possono guardare senza occhiali, ma è richiesto che lo spettatore sieda in un preciso punto della sala. Ramesh Raskar e i suoi colleghi del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno sviluppato “Tensor”, un display di compressione in grado di creare un ampio campo di vista suddividendo l’immagine 3D in fette 2D da elaborare, simile al funzionamento di una Tac. Questo permette allo spettatore di poter vedere le immagini in 3D sullo schermo da qualsiasi parte della stanza stia guardando la TV. Ogni occhio vede una vista diversa dell’immagine in 2D e il cervello le combina per formare una immagine più chiara in 3D. “Il display sfrutta deliberatamente i limiti del sistema visivo umano” – dice Wetzstein, che dimostrerà il sistema alla conferenza SIGGRAPH a Los Angeles nel mese di agosto. “Si crea un ologramma in stile immaginario che si adatta alle condizioni dell’occhio del soggetto” – dice Vitor Pamplona delle UFRGS, che ha progettato il prototipo e presenterà la sua idea al SIGGRAPH. Ma c’è anche chi pensa che che l’algoritmo necessario per eseguire i modelli sia troppo intensivo per essere pratico. Questi schermi potrebbero avere un impiego iniziale e migliore come schermi pubblicitari da utilizzare negli aeroporti e nei centri commerciali. Ma la scoperta non si ferma qui. “Stiamo vivendo una rivoluzione nel campo dei display” – dice Diego Gutierrez del Laboratorio di grafica e immagini presso l’Università di Saragozza in Spagna. “Un giorno – egli dice – queste innovazioni potranno essere utilizzate anche per correggere disabilità visive nelle persone. L’algoritmo può gestire problemi oculari gravi, come as esempio la cataratta, suddividendo l’immagine in segmenti e posizionandoli ad una profondità focale che eviti la parte danneggiata dell’occhio”. Fanta-visioni? Speriamo di no.

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