Rifiuti da bruciare cercasi

Rifiuti da bruciare cercasi



L’appello è svedese. In Svezia solamente l’11% dei rifiuti domestici finisce in discarica, contro una media europea del 38%, stando agli ultimi dati di Eurostat. Per la precisione, gli svedesi riciclano il 36% dei loro rifiuti, trasformano in compost il 14% ed inceneriscono il 49%. Sono secondi in Europa dopo la Danimarca, che incenerisce il 54%, ma sempre ben al di sopra della media europea che si ferma al 22%. L’energia prodotta dai suoi inceneritori soddisfa il 20% del fabbisogno di riscaldamento del Paese ed offre elettricità a 250.000 famiglie, precisa lo Swedish Waste Management. Ma ora il problema, se si può definire così, è che la capacità degli inceneritori svedesi è superiore all’offerta della spazzatura nazionale (circa 2 milioni di tonnellate l’anno), per cui la Svezia sta cercando rifiuti da incenerire presso i Paesi confinanti. Ad approfittare di questa opportunità è principalmente la Norvegia, Paese nel quale l’operazione di incenerimento non è ancora competitiva. E come siamo messi ad inquinamento? Questo Paese ha introdotto severe norme per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, con la conseguente diminuzione del 90% dell’inquinamento dagli anni 80. Il cloruro di idrogeno (HCI), un gas un velenoso, incolore e altamente corrosivo, è passato dalle 8.400 tonnellate/anno del 1985 a sole 60 tonnellate nel 2007. Anche gli ossidi di zolfo (SOx), responsabili delle piogge acide, sono stati significativamente ridotti: 196 tonnellate contro le iniziali 3.400. Lo stesso è accaduto col piombo: 51 kg contro i primitivi 25.000. Sono invece rimasti elevati i livelli degli ossidi di azoto, come il NOx che coinvolge l’ossido nitrico (NO) e il biossido di azoto (NO2) che hanno un impatto in termini di effetto serra, acidificazione dell’aria, piogge acide: 2.100 tonnellate nel 2007 contro le 3.400 del 1985. Ma il Centro Nazionale di informazione indipendente, francese, dice che gli effetti sulla salute vanno valutati dopo 5-10 anni di funzionamento di un inceneritore e che, comunque, è impossibile garantire l’innocuità di un processo come l’incenerimento, dato che implica reazioni chimiche multiple e non sempre gestibili.

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