Ricchezza dalla spazzatura

Ricchezza dalla spazzatura



Gli USA producono 250 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Circa un terzo viene riciclato mentre il resto finisce in discarica. Si può giustamente pensare che sia un bel problema. Ma quello che per un uomo può essere spazzatura, per un altro può essere ricchezza. La città di Oslo, Norvegia, brucia spazzatura per produrre corrente e riscaldare le case, ma non ne ha a sufficienza. Importa spazzatura dalla Svezia, dall’Irlanda, dall’Inghilterra e non le dispiacerebbe importarne anche dagli Stati Uniti. Ma non c’è solo Oslo. La capacità di bruciare rifiuti nel nord Europa supera la spazzatura a disposizione per almeno 550 milioni di tonnellate. La vicina Svezia importa 800.000 tonnellate di rifiuti l’anno per produrre energia. Anche la Germania e l’Austria sono nel gioco. In totale, 40 Paesi al mondo bruciano rifiuti per produrre energia. Qualcuno potrebbe pensare che bruciare rifiuti sia un sistema elegante per inquinare, ma i Paesi del Nord hanno una profonda coscienza ecologica. Un inceneritore in funzione non è come il mucchio di immondizie che il tuo vicino brucia nell’orto. All’interno di un inceneritore la temperatura raggiunge i 1.100°C. In quell’inferno l’acqua viene trasformata in vapore che fa girare le turbine elettriche. Le parti combuste vengono divise in ceneri e fumi. Metalli ed altre sostanze chimiche vengono filtrate dai gas attraverso opportune serie di filtri, lasciando passare solo CO2 e vapore acqueo. La cenere viene poi trasportata in idonee discariche. Gli impianti statunitensi bruciano 29 milioni di tonnellate di rifiuti (11,7% del totale), ma il sistema non sta prendendo piede come in Europa. Questo è dovuto in parte al modo di incenerire nel passato. Prima degli anni ’90 era poco più che bruciare a cielo aperto e approntare oggi un inceneritore di ultima generazione richiede investimenti oculati e consistenti. I critici del sistema sostengono che le ceneri contengono ancora sostanze tossiche e che nelle emissioni è comunque presente il CO2. Sarebbe davvero interessante poter conoscere se è maggiore il gas serra prodotto dalle emissioni di un inceneritore o quello che si svilupperebbe dagli stessi rifiuti lasciati a marcire in discarica. Da una parte si dice che il CO2 di risulta è notevolmente inferiore a quello delle discariche, mentre gli ambientalisti mettono in discussione i dati forniti. Poi ci sono altre domande. È meglio bruciare tutto il bruciabile per produrre energia o riciclare il più possibile? Fondere lattine o plastica per trasformarli in altri oggetti costa meno, ed inquina meno, che non produrre alluminio e plastica dall’origine. Sarebbe più logico ridurre le tipologie di imballi, riciclare il più possibile e lasciare agli inceneritori il compito di bruciare ciò che proprio non si può riutilizzare e che porterebbe via un sacco di spazio nelle discariche. Questo dilemma è un cane che si morde la coda.

Via