Recuperare l’oro senza inquinare

Recuperare l’oro senza inquinare



Un gruppo di ricerca presso l’Università di Saskatchewan ha scoperto quello che potrebbe essere un modo economico ed ecologico del recupero di oro da articoli di gioielleria e componenti elettronici. Utilizzando 26 galloni (100 litri) di soluzione riutilizzabile, costituita essenzialmente da aceto da tavola, i ricercatori hanno dimostrato che, contro un costo di 47 dollari (circa 43 euro), si possono ricavare 2,2 libbre di oro (998 grammi). Per recuperare la stessa quantità di oro con i sistemi attuali, servono più di 1.000 euro e vengono generati 5.000 litri di rifiuti tossici non riutilizzabili. Il sistema per recuperare l’oro dai componenti non più utilizzati non è proprio semplice. Attualmente si usano soluzioni al cianuro, altamente tossiche e non riutilizzabili, o il calore per sciogliere l’oro e separarlo dagli altri elementi. Questo metodo, però, rilascia gas tossici nell’aria. Secondo Stephen Foley, professore associato presso il Dipartimento di Chimica e leader della ricerca, questo nuovo metodo permetterebbe di sostituire i due esistenti essendo meno costoso, non tossico e utilizzante una soluzione riciclabile. “Usiamo acido acetico in soluzione al 5%, praticamente aceto da tavola, con l’aggiunta di una quantità minima di un acido e di un ossidante”, ha detto Foley. Sottolinea anche che la soluzione testata dalla sua squadra di ricerca è la più ecologica dopo l’acqua… Questo va ad eliminare gli impatti ambientali causati dai sistemi attuali di estrazione. Ma ora siamo a livello laboratorio. La squadra sta cercando una Società che traduca i risultati di laboratorio su scala industriale. Questo gruppo di ricercatori non è nuovo a queste scoperte. Negli ultimi anni ha messo a punto altri sistemi per ridurre l’impatto ambientale creato nelle fasi di estrazione dell’oro dalle miniere utilizzando amido di mais, liquami ed anche un sistema per il recupero del mercurio.