Qumran: lo scandalo del XX° secolo

Qumran: lo scandalo del XX° secolo



Nel corso del Seminario Internazionale di Ricerca tenutosi a Lugano, incentrato sulle grotte di Qumran, è stato annunciato il ritrovamento di altri 9 preziosi rotoli contenenti testi biblici. I rotoli sono stati ritrovati all’interno di sacche di cuoio usati tradizionalmente dagli ebrei osservanti. Sembra che siano stati trovati negli anni ’50 durante gli scavi ma che siano rimasti finora in qualche antro. L’archeologo Yonatan Adler della Ariel University li ha scovati nel corso di lavori sui reperti dei vecchi scavi. Utilizzando le più moderne tecnologie è oggi possibile visualizzare i testi sugli antichi papiri senza rovinarli. “Sono molto orgoglioso del fatto che nel nostro laboratorio, utilizzando le tecnologie più avanzate, siamo in grado di ricostruire la storia di duemila anni fa”, ha detto Pnina Shor, capo del laboratorio per la conservazione della Israel Antiquities Authority (IAA). Qumran era una città abitata da una comunità essena sulla sponda occidentale del Mar Morto, in Cisgiordania, nei pressi delle rovine di Gerico. Il sito è stato costruito tra il 150 e il 130 a.C. e vide varie fasi di occupazione. Il sito divenne famoso nel 1947 quando un pastore beduino ha portato alla luce il primo dei circa 900 testi che divennero noti come “I rotoli del Mar Morto”. Questi sono un insieme di circa 930 manoscritti (750 in ebraico, 150 in aramaico e un piccolo numero in greco) redatti su pergamene di pelle animale e contengono alcune delle più antiche versioni conosciute della Bibbia e si dice essere il più grande reperto archeologico della storia. I rotoli sono stati datati tra il 200 a.C. ed il 100 d. C. Erano alloggiati in anfore poste all’interno di 11 grotte vicino a Qumran e gli scavi si sono svolti dal 1947 al 1956. I testi, di inestimabile valore, sono stati soprannominati “Lo scandalo accademico del XX° secolo” a causa del lungo ritardo intervenuto nella loro pubblicazione che molti sostengono sia dovuto alla natura controversa dei contenuti. I manoscritti fanno luce senza precedenti sul giudaismo a ridosso della nascita del cristianesimo e presentano scritti in contrasto con i contenuti oggi presenti nel Nuovo Testamento. Solo il 20% dei testi sono stati pubblicati dopo la loro scoperta; il restante 80% è rimasto rinchiuso in un deposito segreto presso il Museo Rockefeller di Gerusalemme causando furore tra gli archeologi. I nove documenti di cui parliamo sono stati ritrovati nelle grotte 4 e 5 in seguito agli scavi eseguiti nel 1952 dall’archeologo Roland de Vaux. Considerando lo scandalo accademico che riguarda i rotoli del mar Morto, c’è da chiedersi se davvero sono stati ritrovati ora o se sono stati tenuti nascosti fino ad oggi. Del contenuto non si conosce ancora nulla.

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