Proteina E6 e tumore alla gola

Proteina E6 e tumore alla gola



Il Cancer Research UK illustra, in uno studio, come la proteina E6 (un ceppo del virus HPV) attacchi la proteina p53 che protegge le cellule umane contro il cancro. Gli esperti hanno raffrontato i campioni di sangue di 938 pazienti con tumori alla testa, al collo, all’esofago e alla gola con quelli di 1.599 persone senza malattie. Hanno scoperto che più di un terzo di coloro che hanno avuto tumori orofaringei avevano nel sangue la proteina E6; questo anche in campioni di sangue prelevati 10 anni prima dell’insorgere del tumore. In confronto, la stessa proteina era presente in meno dell’1% delle persone sane. Ne risulterebbe che la proteina E6 disattiva la proteina p53, chiamata spesso il “guardiano del genoma”, perché protegge le cellule del DNA dai danni prodotti dai tumori. Avere gli anticorpi contro questa proteina indica che i processi che causano il cancro HPV sono stati già attivati ​​in precedenza. Il famoso attore di Hollywood Michael Douglas ha parlato il mese scorso al Guardian del suo tumore alla gola. Gli scienziati del Cancer Research UK di Oxford stimano che circa il 7% delle donne non-fumatrici e circa il 23% di uomini non fumatori nei quali sia presente l’anticorpo E6 svilupperanno un tumore orofaringeo fra 10 anni. Ma, stranamente, i pazienti con tumori orofaringei con infezione da HPV avrebbero più probabilità di sopravvivenza (a 5 anni dalla diagnosi) rispetto alle persone i cui tumori non siano collegati alla infezione HPV: 84% contro 58%. Ogni anno nel Regno Unito vengono diagnosticati 1.500 casi di tumori orofaringei con 470 decessi l’anno. Il virus HPV può diffondersi attraverso il contatto orale o genitale. Sara Hiom, direttrice dell’informazione sanitaria presso il Cancer Research UK, ha dichiarato: “L’HPV è un virus molto comune. Circa otto persone su 10 verranno probabilmente infettate da questo virus a un certo punto della loro vita. Praticare il sesso sicuro può ridurre il rischio di contrarre o trasmettere l’HPV, ma i preservativi non bloccheranno completamente le probabilità di infezioni. Sono necessarie ulteriori ricerche per capire di più sulle infezioni orali da HPV, come si innescano, come potrebbe il corpo sbarazzarsi di loro, cosa succede quando si sviluppa il cancro, in modo che possiamo imparare a ridurre per il futuro i danni dell’infezione da HPV”. Lo studio è pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

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