Pronta la macchina a idrogeno

Pronta la macchina a idrogeno



Nel 2003 il presidente George W. Bush, sposando una tesi ambientalista, aveva detto durante il discorso sullo Stato dell’Unione: “La prima macchina guidata da un bambino nato oggi potrebbe essere alimentata a idrogeno, senza inquinamento”. Poi le cose sono cambiate sotto l’amministrazione Obama, che ha tagliato i fondi per la ricerca sul motore a idrogeno. L’attenzione si spostò sui veicoli elettrici a batteria ma oggi, dopo diversi anni e miliardi di dollari di ricerca e sviluppo, la macchina a idrogeno viene immessa sul mercato. La Hyundai propone dallo scorso giugno l’acquisto in leasing della Tucson a idrogeno versando 2.999 dollari di acconto e 499 dollari al mese. Questa settimana la Toyota ha presentato la berlina “Mirai”, che in giapponese significa “futuro”. La Mirai sarà in vendita quest’anno in California al prezzo di 57.500 dollari, meno della concorrente elettrica Tesla Model S. In California si stanno spendendo milioni di dollari per la costruzione di stazioni di rifornimento a idrogeno. Si vorrebbe passare dalle attuali 9 stazioni ad almeno 50 entro il prossimo anno, per lo più attorno a Los Angeles e San Francisco. Anche in Giappone ed in Germania si stanno costruendo diverse stazioni per auto a idrogeno perché in molti pensano che il mercato sia ad un punto di svolta. E per quanto riguarda l’inquinamento? Un gallone di benzina sviluppa quasi 10 chili di anidride carbonica, mentre le macchine elettriche hanno emissioni zero. Nei soli Stati Uniti vengono immessi nell’aria ogni anno circa 1,8 miliardi di tonnellate di anidride carbonica prodotta da macchine e camion. Le preoccupazioni crescenti per i cambiamenti climatici stanno facendo pensare seriamente ad un’alternativa a benzina e diesel. Sia le macchine a batteria che a celle di combustione a idrogeno hanno un motore elettrico, il che vuol dire una buona ripresa e assenza di rumore. Il vero problema è però quello dell’alimentazione. Quelle a batteria elettrica sono soggette a scaricarsi in fretta e richiedono molte ore per la ricarica. Quelle a celle di combustione a idrogeno, invece, sono vere e proprie centraline di produzione di energia elettrica perché generano un flusso continuo di corrente grazie alla trasformazione di ossigeno e idrogeno in acqua. L’ossigeno viene preso direttamente dall’aria, mentre l’idrogeno viene stoccato in un serbatoio alloggiato nella macchina. E cosa esce dal tubo di scappamento? Solo acqua, quasi buona da bere. Inoltre, le batterie elettriche sono pesanti e ingombranti e difficilmente utilizzabili su autobus e camion. Problema che non si presenta per i motori ad idrogeno, che possono perciò essere installati anche sui mezzi più grandi. E per il rifornimento? Ricaricare una batteria elettrica richiede diverse ore attaccati alla presa per fare nemmeno 200 km. La ricarica di idrogeno richiede pochi minuti, come una normale ricarica di gas, e la macchina viaggia per quasi 600 km. Come finirà? La competizione è aperta: soli pochi anni e si potrà capire chi premierà il mercato. http://www.nytimes.com/2014/11/18/science/earth/hydrogen-cars-join-electric-models-in-showrooms.html?hpw&rref=science&action=click&pgtype=Homepage&module=well-region&region=bottom-well&WT.nav=bottom-well&_r=0