Presto un mammut vero, riprodotto

Presto un mammut vero, riprodotto



Nell’intento di riprodurre un mammut, scienziati russi e sudcoreani stanno unendo gli sforzi per separare il DNA intatto da uno dei mammut congelati presenti in Siberia. Roba da Jurassic Park. Anche se non si tratta di un Tirannosauro Rex, sono certi che un esemplare di mammut lanoso attirerà ugualmente molti visitatori paganti. Dallo scorso 13 marzo la Joint Venture è attiva e lanciata sull’obiettivo. La squadra russa si interesserà alla raccolta di campioni del DNA che invierà alla squadra coreana. Una volta in possesso di un DNA di qualità, i coreani opereranno come fatto a suo tempo per clonare la pecora Dolly. L’ovulo fecondato di una elefantessa indiana, contenente il DNA del mammut, verrà impiantato nell’utero di una elefantessa per una gestazione di 22 mesi. Sembrerebbe semplice, ma non lo è. Certo che, se l’esperimento andrà in porto, sarà possibile rivedere dal vivo una di quelle mastodontiche creature che hanno popolato la nostra immaginazione di scolari. Questo aprirebbe la strada ad una conoscenza, nel campo della genomica e della biologia, finora impensabile. La sfida maggiore non è la seconda parte del progetto, ma la prima. Trovare cellule sane con un DNA integro è infatti cosa ardua. La Siberia è certamente la regione ideale dove cercare, ma le numerose carcasse di mammut presenti sono danneggiate dal gelo e dalle radiazioni provenienti dal terreno. I mammut lanosi hanno prolificato in Siberia da 400.000 anni fa fino a 10.000, con l’ultima glaciazione. Si stima che nell’area si possano trovare almeno 150.000 mammut congelati (nelle foto sotto possiamo vedere un cucciolo) e l’innalzamento globale della temperatura sul nostro pianeta renderà ora più agevole lavorare nel permafrost per raggiungere questi animali. Ma la clonazione di un essere ibernato rimane una bella sfida. Nel corso dell’operazione “Dolly”, di 227 ovuli nei quali era stata trasferita l’informazione solo 29 sono diventati embrioni vitali. E qui parliamo di impianti fra esemplari della stessa specie. Ripetere l’operazione con esemplari di specie diversa è molto, molto più difficile e si è ritenuto che la femmina di elefante indiano fosse la “parente più stretta” dei mammut. Ma se funzionerà nessuno lo sa. La tabella di marcia prevede, comunque, di preparare un ovulo fecondato pronto da impiantare entro quest’anno. Poi dovranno passare 22 mesi.

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