Poche ore alla fine del mondo?

Poche ore alla fine del mondo?



Visto che i Maya erano così abili a prevedere il futuro, avrebbero dovuto sapere che il 21 dicembre cade in una settimana in cui tutti sono indaffarati nei preparativi del Natale, nel prenotare viaggi e week-end via da casa o trovare un ristorante libero per le feste… e non hanno certo il tempo di prepararsi per un’apocalisse. Ma non sono comunque da biasimare per aver definito il 21 dicembre 2012 come la fine dell’ultimo baktun. Alcuni vedono in questa data la fine della nostra civiltà attraverso una ipotetica serie di cataclismi ben descritti su internet: una tempesta solare mortale per il pianeta, terremoti che strapazzano il pianeta, asteroidi che arano la Terra, tsunami che livellano tutto ecc. Ma niente di tutto questo succederà tra qualche giorno. Il calendario Maya, rapportato a quello gregoriano, si sviluppa su un periodo di 5.125 anni. E quando si conclude? Non succederà niente di diverso dal giorno prima. Qualcuno nascerà, qualcuno morirà, qualche lampadina si brucerà, qualche terremoto farà danni come sempre. Eppure ci sono persone che credono fermamente che venerdì debba accadere qualcosa di catastrofico. C’è chi ha previsto di trincerarsi in un bunker sotto casa per attendere Armageddon, in alcune citta russe sono stati svuotati gli scaffali per fare provvista di tutto come se arrivasse il più terribile degli inverni russi, molti si stanno dirigendo a Bugarah, un villaggio sulle montagne francesi che si pensa essere l’unico posto a salvarsi. Ma la maggior parte delle persone non ci fanno caso e la buttano sul ridere. Oppure fanno affari, come diversi siti internet che vendono alimenti secchi, maschere anti gas ed altri oggetti per l’emergenza. Dei maestri birrai hanno messo sul mercato una birra che ricordi il momento, un contadino ha costruito una sfera in fibra di vetro che resisterebbe ad onde alte 1 chilometro. Tutti questi fatti starebbero bene in un libro di favole. A proposito di libri, nel 1966 l’archeologo statunitense Michael Coe ha scritto “I Maya” e, in una sezione del libro, parlando del calendario ha citato la parola Armageddon. Questa può essere stata la parola chiave. Da allora in poi l’idea sarebbe stata abbracciata anche dalla New Age ed è esplosa poi su internet. I libri scritti fino ad oggi sui Maya e il loro calendario sono migliaia, ma solo alcuni hanno un certo valore. Ma allora, perché siamo così affascinati dagli scenari mondiali? “In parte è una riflessione della nostra ossessione della morte – dice Chris French, professore di psicologia alla Goldsmiths University of London – ma c’è dell’atro. In un certo senso, è una specie di conforto pensare che sta per succedere qualcosa nel momento in cui noi viviamo, che siamo presenti in questo momento della storia. Per quelli che credono al giorno del giudizio, il momento più duro sarà di accettare che il tempo prosegue e l’orologio continua col suo tic-tac. Ma è già successo e la storia ci dice che questi diranno che il mondo è stato risparmiato all’ultimo minuto e tutto è stato rimandato, oppure si prenderanno a calci da soli per averci creduto”. Sarà questa l’ultima settimana per il mondo? Non credo; passata questa data ci sarà chi ne prevederà la prossima, statene certi.

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