Perdere peso ingannando il corpo pensando di avere freddo

Perdere peso ingannando il corpo pensando di avere freddo



Patire freddo fa bruciare calorie, ma nessuno vuole congelare solo per modellare il proprio corpo. I ricercatori, però, hanno identificato le molecole immunitarie che vengono attivate alle basse temperature le quali fanno perdere peso alle cavie da laboratorio senza far scendere il termometro. Noi umani, ed altri mammiferi, reagiamo in due modi al freddo: in superficie tremiamo e bruciamo energia producendo una vampata di calore ed in profondità inviamo segnali a delle molecole immunitarie chiamate macrofagi. Secondo Ajay Chawla e colleghi dell’Università della California a San Francisco, queste molecole rilasciano altre molecole che convertono il grasso bianco, che serve ad immagazzinare energia, in un altro tipo di grasso (grasso bruno) che la brucia. Neonati ed alcuni animali da letargo hanno un sacco di queste cellule brucia-energia, ma scompaiono quasi tutte col passare degli anni. Ora sappiamo che le temperature fredde possono innescare una “doratura” del grasso bianco negli adulti, convertendo del grasso bianco in una forma intermedia chiamato grasso beige. La squadra di Chawla ha identificato l’interleuchina-4 e l’interleuchina-13 come le molecole che comandano la transizione da grasso bianco a grasso beige. Iniettando nelle cavie 4 volte nell’arco di otto giorni la molecola interleuchina-4 si è arrivati a by-passare lo stimolo fisico del freddo ed attivare l’interruttore biochimico. Dopo due settimane le cavie, classificate come obese, avevano perso il 12% del loro peso ed accumulato del grasso beige che prima non avevano. Praticamente, secondo Chawla, l’equivalente di 30 minuti al giorno di ginnastica. Tuttavia, in realtà, i risultati potrebbero essere meno importanti per l’uomo, perché siamo meno efficienti nel produrre grasso beige rispetto agli animali ed inoltre non siamo tutti uguali. Le donne ne hanno meno dei maschi e gli obesi ancora meno delle persone di peso normale. Finora si riteneva che il metabolismo fosse governato dal cervello e dal sistema endocrino, mentre ora sappiamo che anche il sistema immunitario entra in gioco in maniera importante. Sappiamo anche che il sistema immunitario è più facilmente eccitabile rispetto al sistema nervoso, perciò ci sono concrete speranze che la farmacologia possa trattare l’obesità anche su questa nuovo fronte.

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