Pelle artificiale dalla nanotecnologia

Pelle artificiale dalla nanotecnologia



Mentre le protesi continuano a migliorare, il senso tattile è una caratteristica che molti sono impazienti di incorporare nelle protesi, ma rimane una tecnologia molto difficile da sviluppare. Ora gli scienziati hanno sviluppato un nuovo dispositivo così ricco di sensori che sembrerebbe sensibile come la pelle umana.  Alcune aree della nostra pelle, come le labbra e i polpastrelli, sono più sensibili al tatto a causa di una maggiore densità dei recettori che traducono la forza meccanica in segnali neuronali. Il dispositivo sensoriale costruito dagli scienziati della Georgia Tech è un nuovo tipo di transistor che converte la forza meccanica in energia elettrica. La forza prodotta piega dei fili finissimi in ossido di zinco. Quando i fili vengono piegati, gli ioni di ossido di zinco creano un potenziale elettrico che viene convertito in corrente elettrica di pochi millivolt. Questa conversione dell’energia meccanica in energia elettrica è conosciuta come “effetto piezoelettrico”. Per migliorare la sensibilità del sensore, il gruppo di ingegneri, guidato dal professore di  scienza dei materiali e ingegneria Zhong Lin Wang, ha utilizzato la nanoelettronica che ha permesso loro di aumentare la densità del sensore e la risoluzione spaziale di ben 15 volte quella precedente. La densità, la risoluzione e la sensibilità del sensore sono ora prossime a quelle di un dito umano. Un documento che spiega il dispositivo è stato pubblicato di recente su Science. Nel 2009 il gruppo aveva creato un nuovo tipo di transistor che non richiede un supporto elettrico per funzionare. Poiché possono generare da soli la propria corrente elettrica mediante forza meccanica, questi transistor hanno il potenziale di recuperare l’energia necessaria dal mondo intorno a noi, invece che da una batteria. Vento, onde sonore, lo stesso flusso sanguigno possono fornire ad un impianto piezoelettrico l’energia necessaria a farlo funzionare senza utilizzare batterie. E questo fa sì che il congegno risulti piccolissimo. E’ un sistema che potrebbe essere utilizzato anche dagli smartphone per ricaricarsi da soli. Il professor Wang spera che il sistema possa essere utilizzato, oltre che per preparare pelle artificiale, per migliorare i dispositivi touchscreen, per dare ai robot un tatto più fine per regolare la presa degli oggetti ecc.

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