Paziente vegetativo risponde a domande con lo scanner

Paziente vegetativo risponde a domande con lo scanner



Contrariamente a quanto si riteneva in precedenza, alcune persone in stato vegetativo potrebbero essere coscienti dell’ambiente che li circonda. Le scansioni del cervello hanno di recente dimostrato che un paziente in stato vegetativo è in grado di rispondere sì o con un no a delle domande. I ricercatori fanno la domanda e poi scannerizzano il cervello per conoscere la risposta. Questa tecnica può servire non solo per capire quali pazienti siano coscienti, ma anche ricollegarli con i loro cari e con coloro che li assistono. Lo stato vegetativo è la condizione nella quale una persona, uscita da un coma, è sveglia ma non è a conoscenza dell’ambiente in cui si trova, non ha sensazioni corporee, non è in grado di seguire e capire i discorsi. Nemmeno possono avere emozioni, pensieri o ricordi. Almeno, questa è la definizione di stato vegetativo oggi. Eppure Scott Routley, 39 anni, dopo più di un decennio in questo stato ha comunicato per la prima volta con i medici durante una risonanza magnetica. I genitori di Routley avevano detto in precedenza che il loro caro sembrava voler comunicare con gli occhi, ma i medici non vi hanno dato peso. In seguito è stato coinvolto in uno studio in cui si valutavano attraverso uno scanner lo stato del cervello di 54 pazienti con disturbi della coscienza. I pazienti sono stati invitati a svolgere due compiti con la mente; il primo era immaginarsi di essere su un campo da tennis e colpire la pallina avanti e indietro (= si) ed il secondo di girare per le strade di una località conosciuta (= no). Questo ha permesso di focalizzare l’attenzione dei dottori su due parti del cervello. Poi hanno chiesto di rispondere si o no a diversi tipi di immagini e di domande. Risultato: 5 sono stati in grado di modulare l’attività cerebrale volontariamente. Di questi, uno è stato in grado di rispondere si o no in modo affidabile: Scott Routley. Per il dottor Adrian Owen questo è un punto di svolta e bisognerà riscrivere le nozioni sui pazienti vegetativi. Bisognerebbe riuscire a identificare quei pazienti in stato vegetativo che sono in grado di comunicare; questo consentirebbe ai medici di fornire assistenza su misura. Un semplice si o no potrebbe anche essere il modo di comunicare con i propri familiari che per anni hanno creduto che il loro caro fosse assente mentre era consapevole di tutto quello che si svolgeva attorno a lui. Quando hanno chiesto a Routley se provava dolore in qualche parte del corpo, ha risposto di no.

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