Presenze del passato

Presenze del passato



Passi nella notte

Era l’estate del 1999. Dopo cena, come quasi tutte le sere, ero sceso in giardino per prendere una boccata d’aria, quando un passo decisamente pesante e ben marcato sull’asfalto della strada Provinciale, che passa proprio davanti casa mia, catturò la mia attenzione. Il rumore ricordava vecchi scarponi con la suola in cuoio oppure in legno ed ero curioso di vedere chi li potesse indossare. Questione di pochi attimi e la figura passò davanti al mio cancello, illuminata dalla luce del lampione stradale. Rimasi incredulo quando vidi quell’uomo avanzare con passo pesante e a testa bassa. Portava un cappello grigio scuro a larghe falde tirato fin sugli occhi e indossava un mantello che superava di poco le ginocchia, anch’esso di colore grigio. I larghi pantaloni andavano a toccare due pesanti e robusti scarponi ormai logori dal tempo. Aspettai che l’uomo, che sembrava appena uscito da un racconto dell’ottocento, avanzasse ancora di qualche passo per uscire dall’ombra e seguirlo con lo sguardo. Invece, dopo qualche secondo, il rumore dei passi si interruppe improvvisamente. Si sarà fermato, pensai, e attesi un attimo prima di muovermi. Niente. Non si sentiva più niente. Allora decisi di avvicinarmi al cancello e quasi senza respirare per non farmi sentire, buttai fuori la testa. Non c’era nessuno. Uscii dal cancello e, decisamente sorpreso, ebbi modo di constatare che quell’uomo non c’era più. Nella via non c’era nessuno! Non si era fermato e neppure aveva proseguito. Era semplicemente scomparso.

Dino Colognesi