Pacemakers a rischio hakers?

Pacemakers a rischio hakers?



Un esperto di sicurezza informatica, Barnaby Jack, dei cui lavori hanno scritto anche CNN, Forbes, MSNBC, Reuters and Wired, durante l’ultima edizione di Breakpoint 2012 (Conferenza sulla sicurezza informatica a Melbourne) ha presentato un video nel quale ha dimostrato la possibilità di interferire con il funzionamento dei pacemakers. Da una decina di metri e con un semplice portatile ha inviato scariche da 830 volt al dispositivo che, se fosse stato impiantato in un paziente, avrebbe mandato in tilt il pacemaker con le conseguenze che si possono immaginare. Ha detto che è stato possibile recuperare dati riservati relativi al pacemaker di un’Azienda produttrice, di cui ovviamente non ha fatto il nome, e quindi elaborare un software per entrare nel circuito elettronico di tutti i pacemakers di quella serie. La dimostrazione è stata fatta per sensibilizzare i produttori di pacemakers (nella foto una delle tante versioni) a tener presente il rischio che potrebbero correre i pazienti. Il pericolo potrebbe riguardare non solo i pacemakers, ma anche defibrillatori, pompe per insulina. I dati sensibili di queste apparecchiature potrebbero non essere ben custoditi, come ad esempio quelli del settore militare, e quindi facilmente reperibili. Quello che una mente malata potrebbe fare con quei dati non ha limiti.

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