Overdose di Facebook? Ecco gli eventi che si manifestano nelle menti dei ragazzi troppo digitali.

Overdose di Facebook? Ecco gli eventi che si manifestano nelle menti dei ragazzi troppo digitali.



Narcisismo, comportamenti antisociali, insonnia, manie di controllo. Questi in sintesi gli effetti dell’abuso di Facebook sugli adolescenti contenuti in uno studio di Larry Rosen, professore di psicologia all’università della California.I dati raccolti da Rosen indicano che una overdose di social network può avere effetti sull’attenzione, generare comportamenti narcisisti, ansia e tendenze aggressive. In particolare, è emerso che Facebook può essere fonte di distrazione quando si studia: almeno una volta ogni 15 minuti gli adolescenti osservati hanno interrotto la loro attività sui libri per controllare il profilo su Facebook. Sono tuttavia emersi anche effetti positivi. Come ad esempio lo sviluppo nei ragazzi di una sorta di empatia virtuale. Secondo il professore di psicologia sentire la vicinanza di persone amiche (reali o virtuali) può avere un impatto positivo anche in termini di miglioramento dell’umore. I social network inoltre potrebbero aiutare gli adolescenti introversi a trovare nuove forme di socializzazione e possono dimostrarsi per gli insegnanti strumenti utili per stimolare gli studenti. Nessun verdetto pro o contro, quindi. Più complicato quindi il day-by-day di chi ha figli esposti alle tecnologie digitali. L’importante, sostiene Rosen, è rimuovere contenuti online e connessioni ai ragazzini che appaiono problematici. Senza però cadere in eccessive paranoie e sindromi da controllo. Il messaggio del professore californiano è che la tecnologia può essere una scelta positiva e condivisa. Lo è meno la sua tesi. Anzi, nella comunità scientifica il dibattito è piuttosto articolato. Su posizioni opposte è Cris Rowan, terapista e autrice di “Virtual Child: The Terrifying Truth About What Technology is Doing to Children”. La Rowan è convinta che le tecnologie stiano alterando permanentemente la chimica del cervello, e non in modo positivo. La tesi espressa nel libro mette in relazione l’abuso di tecnologia e l’esposizione eccessiva a video e internet con i principali disturbi che affliggono la gioventù :obesità, aggressività, bassa soglia di attenzione ecc..