Orecchio bionico ricevente

Orecchio bionico ricevente



Un team di scienziati della Princeton University, con la collaborazione di uno studente delle superiori molto esperto, sono riusciti a creare un vero e proprio orecchio bionico. Non è solo una soluzione estetica, ma ha sensori distribuiti nel tessuto che permettono capacità uditive. Negli ultimi mesi è stato dimostrato che è possibile veicolare delle cellule viventi attraverso una stampante 3D e mantenerle in vita. Questo team di Princeton ha fatto un ulteriore passo in avanti, essendo il primo ad inserire nano-particelle d’argento nella  mescola di stampa per costituire una rete di sensori. Non si tratta perciò di un orecchio con un’antenna di ricezione esterna, ma è tutto l’orecchio bionico in grado di ricevere impulsi. Questo particolare orecchio è stato formato con un mix di idrogel e cellule staminali di vitello mescolate con nano-particelle di argento che si comportano come un’antenna. Le cellule staminali col tempo si trasformeranno in cartilagine, dicono i ricercatori. Ma non è ancora pronto per essere applicato alla testa di una persona. Per ora raccoglie le onde radio; il prossimo passo sarà quello di includere sensori di pressione e sensori acustici, proprio come un orecchio organico. Il grande cambiamento è che questo orecchio si presenta alla vista e al tatto come un orecchio normale. Non è semplice combinare elettronica e tessuto umano, pieno di acqua. La stampa 3D è in grado di combinare le due cose e sembra non avere limitazioni di forma. Il team, comunque, ringrazia Ziwen Jiang, uno studente della scuola superiore locale, per aver contribuito all’operazione modellando il padiglione auricolare con un programma CAD.

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