Nuovo business: droni in agricoltura

Nuovo business: droni in agricoltura



I droni stanno intersecando sempre più le nostre attività quotidiane. Mentre infuria la polemica sul loro uso nelle varie guerre che infestano il pianeta o per l’uso indiscreto che se ne fa in certi settori della sorveglianza, gli esperti stanno concentrando la loro attenzione sul vero campo di lavoro al quale sono destinati: l’agricoltura. I droni possono portare benefici sia alle grandi che alle piccole aziende agricole. Quelle piccole possono risparmiare denaro attraverso una maggior precisione nelle operazioni e le grandi aziende possono mappare e caratterizzare più facilmente la salute delle varie colture che ricoprono grandi estensioni di terreno.  Questo monitoraggio è sempre stato fatto andando di persona sui vari campi per rendersi conto del bisogno di acqua, di fertilizzanti o altro. Con l’avvento dell’agricoltura di precisione, il tele-rilevamento è già diventato di vitale importanza per molte grandi operazioni agricole. I droni possono offrire un servizio molto più a buon mercato che non i rilevamenti fotografici o infrarossi eseguiti dai satelliti o dagli aerei. Le alte prestazioni del GPS permettono ai droni di controllare con precisione e rimanere stabili. Il CropCam è un aereo aliante RC dotato di una fotocamera digitale Pentax. E’ azionato manualmente o pre-programmato sulla terra per raccogliere foto aeree per uso agricolo, forestale, ambientale e altro. Un altro esempio è l’ Airrobot ARB100-B usato in Francia per i rilevamenti agricoli. Ma molto lontano dai loro concorrenti americani, 2.400 elicotteri senza pilota Yamaha RMAX si stanno prendendo cura dell’agricoltura in Giappone, Corea del Sud ed Australia. Il costo di un esemplare si aggira sui 100.000 euro. Il RMAX della Yamaha può fare di più che controllare, può effettivamente aiutare l’agricoltura. È equipaggiato con uno spruzzatore che distribuisce sementi e fertilizzanti. È abbastanza intelligente da capire da quale altezza conviene distribuire il prodotto per una resa migliore. Mentre sempre più agricoltori scelgono droni invece che trattori, l’industria dei velivoli senza equipaggio (UAV) dovrebbe ricevere una bella spinta. Un rapporto di inizio mese pubblicato dalla Association for Unmanned Vehicle Systems International (AUVSI) stima che il 90% della produzione di UAV sarà destinato all’agricoltura ed alla pubblica sicurezza. Il rapporto prevede che la diffusione degli UAV immetterà 82 miliardi di dollari nelle attività economiche e che potrà generare 100.000 posti di lavoro tra il 2015 e il 2025.

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