Nuove speranze per la fecondazione in vitro

Nuove speranze per la fecondazione in vitro



Kisspeptin, un ormone naturale per stimolare l’ovulazione, è stato il mezzo per far nascere in Inghilterra il primo bambino con questo nuovo metodo. Pesava alla nascita 3,5 kg ed è successo ad aprile. Invece che assumere medicine per stimolare la fertilità, la mamma è stata aiutata da un ormone naturale, il kisspeptin, appunto. Gli studiosi sperano ora che si apra una nuova era. La madre ha partecipato ad un progetto portato avanti dall’ Hammersmith Hospital e dall’ Imperial College di Londra per verificare se il kisspeptin fosse in grado di stimolare la fertilità allo stesso modo dei trattamenti medici oggi in uso. Nessuna azienda farmaceutica è stata coinvolta nella ricerca perché non c’è, ovviamente, un grande mercato per questo trattamento. Lo studio è stato finanziato dal Medical Research Council, la cui preoccupazione era la sicurezza della persona. “Abbiamo dimostrato che kisspeptin può essere efficacemente utilizzato, nelle pazienti sottoposte a trattamento di fecondazione in vitro, per stimolare in modo più naturale il rilascio di ormoni riproduttivi ed avere comunque come risultato un bambino in buona salute”, ha detto il professor Waljit Dhillo, dell’ Imperial College di Londra, che ha guidato il lavoro. Geoffrey Trew, consulente in medicina della riproduzione e chirurgia presso l’ Hammersmith Hospital, ha dichiarato: “Siamo assolutamente entusiasti del fatto che questo studio abbia portato alla nascita di un bambino sano. Ogni anno in Inghilterra migliaia di donne si affidano alla medicina per stimolare la fecondazione, col pericolo della OHSS (sindrome da iper-stimolazione ovarica). Usando questo ormone naturale si eviterebbe questo rischio. Si tratta di un emozionante passo avanti”. I risultati dello studio sono stati presentati in una conferenza della Endocrine Society a San Francisco. Nel corso del programma i medici hanno dato il kisspeptin a 30 donne stimolando la produzione di ovuli in 29 di loro. Si sono poi sviluppati 28 embrioni e 11 donne sono risultate positive alla gravidanza dopo 12 giorni dal trasferimento dell’embrione. Il gruppo di donne che si sono prestate al progetto avevano ovaie più normali; ora si sperimenterà su donne a rischio OHSS. Richard Fleming, direttore scientifico del centro di Glasgow per la medicina riproduttiva ed ex presidente della British Fertility Society, ha detto che oggi è più facile identificare le donne col rischio di OHSS, ma proprio per questo c’è bisogno di farmaci più sicuri per loro. E l’uso del kisspeptin va in questo senso. Geeta Nargund, un’esperta di fertilità e direttore medico della Create Health Clinic, ha dichiarato: “Questo è uno sviluppo emozionante perché ogni mezzo per evitare l’OHSS è auspicabile. Tuttavia, si dovrà indagare a fondo sui rischi per donne e bambini. Vi è un urgente bisogno di ridurre i rischi ed i costi associati ai farmaci oggi in uso per la fecondazione in vitro. Se questo ormone sarà efficace, potrebbe essere di enorme beneficio per le donne che cercano un trattamento per la fertilità.”

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