Nuove speranze per la cura dei tumori

Nuove speranze per la cura dei tumori



A diverse persone, con una forma avanzata di cancro della pelle, il tumore è completamente scomparso dopo il trattamento con uno dei tre nuovi farmaci che “costringono le cellule tumorali ad uscire allo scoperto”. E proprio il sistema immunitario del singolo paziente può riconoscere queste cellule e distruggerle. Queste immunoterapie evidenziano una nuova strategia promettente nella guerra contro il cancro perché riavviano il sistema immunitario in modo che possa tenere sotto controllo le cellule tumorali, qualsiasi trucco escogitino per non farsi scovare. Nonostante il duro lavoro del nostro corpo per intercettare e distruggere gli intrusi del nostro organismo, le cellule tumorali riescono spesso a mimetizzarsi raggirando il sistema immunitario. I risultati presentati in questi giorni al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology a Chicago mostrano come 3 anticorpi possano far saltare la copertura alle cellule tumorali. In via normale, le cellule tumorali vengono marchiate dalle cellule immunitarie “T” che provvedono a distruggerle. Ma le cellule tumorali sviluppano uno stratagemma per nascondersi alle cellule T producendo una pellicola sulla loro superficie chiama “ligando”. Il ligando attiva un recettore della cellula T, chiamato PD-1, il quale non riesce più a riconoscere le cellule tumorali come clandestine, scambiando così i tessuti tumorali per tessuti normali. Questi 3 nuovi anticorpi possono smascherare la cellula tumorale bloccando l’interazione del ligando con il PD-1, permettendo così al sistema immunitario di mettersi al lavoro contro le cellule tumorali. In 54 delle 135 persone prese in osservazione con melanoma avanzato, la forma più letale di cancro della pelle, i tumori sono più che dimezzati di volume dopo il trattamento con la prima delle terapie anticorpali, chiamata Lambrolizumab. Il tumore è poi scomparso in 6 delle 57 persone alle quali è stata aumentata la dose di questo farmaco, sviluppato da Antoni Ribas e colleghi dell’Università della California a Los Angeles. I risultati sono stati altrettanto incoraggianti col Nivolumab, un secondo anticorpo. I tumori sono più che dimezzati di dimensione o significativamente diminuiti in 21 delle 53 persone con melanoma avanzato che hanno preso questo farmaco insieme a un altro farmaco. Il cancro è sparito completamente nell’arco di 12 settimane in 3 delle 17 persone che hanno ricevuto una dose più alta. “Molti effetti hanno avuto luogo rapidamente, a volte in tre sole settimane”, dice Jedd Wolchok del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York che ha condotto lo studio. Wolchok dice che, a rendere le terapie anticorpali così interessanti, è che a differenza dei trattamenti convenzionali per il cancro, come la radio e la chemioterapia, queste lavorano per risuscitare la potenza del sistema immunitario del paziente. “Trattano il paziente, non il tumore,” dice. Un terzo anticorpo, che lavora diversamente dai primi due descritti, ha prodotto risultati altrettanto impressionanti in un piccolo numero di persone che avevano altri tipi di cancro, compreso ai polmoni e ai reni. Tutti e tre i farmaci vengono ora testati su più larga scala includendo pazienti con tumori alla pelle, ai polmoni, ai reni ed al cervello. Wolchok dice che le nuove terapie a base di anticorpi, accanto ad altre strategie emergenti che rilanciano il sistema immunitario, stanno aprendo un nuovo capitolo nel trattamento del cancro che potrebbe portare rapidamente ad aumentare il numero di persone che guariscono dalla malattia.

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