Nuove piramidi scoperte grazie ai satelliti

Nuove piramidi scoperte grazie ai satelliti



L’archeologa americana Angela Micol, senza intraprendere spedizioni nel delta del Nilo con pala e piccone ma stando tranquillamente seduta nel suo studio situato nella Carolina del Nord, ha forse scoperto l’esistenza di nuove piramidi. Utilizzando Google Earth e molta pazienza, in 10 anni ha individuato alcuni siti che potrebbero nascondere reperti archeologici, e neanche tanto piccoli. Due siti in particolare hanno attirato la sua attenzione. Si trovano nel delta del Nilo e sono a circa 150 chilometri di distanza l’uno dall’altro. In tutte e due le aree esaminate appaiono formazioni di sabbia che potrebbero segnalare delle piramidi. In un sito si nota quella che potrebbe essere una piattaforma triangolare di 200 metri di lato. Se corrispondesse alla base di una piramide, sarebbe la più grande mai scoperta finora. Nell’altro sito si notano distintamente una forma quadrata e tre forme più piccole; il gruppo ricorda quello più famoso di Giza. Angela Micol vuol andare a vedere di persona se possa trattarsi di piramidi. Ma già scoppiano le polemiche. Secondo alcuni ricercatori potrebbe in effetti trattarsi di costruzioni relative alla 13^ dinastia (1801-1786 a.C.). Per altri è ancora prematuro parlare di grande scoperta storica e sono scettici nel ritenere che possa trattarsi di piramidi. Va però ricordato che, nel maggio 2011, attraverso le immagini satellitari a infrarossi studiate da un laboratorio finanziato dalla NASA sono state scoperte 17 piramidi, più di 1000 tombe e 3000 villaggi, come si è potuto leggere sull’ Huffington Post.

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