Muore a 58 anni il clonatore di “Dolly”

Muore a 58 anni il clonatore di “Dolly”



Keith Campbell, il biologo cellulare britannico che ha contribuito a far nascere Dolly, il primo animale clonato, è morto venerdì scorso nella sua casa inglese, nella regione del Derbyshire. Aveva 58 anni. La sua morte è stata annunciata dall’Università di Nottingham, dove insegnava dal 1999. La causa della morte non è stata resa pubblica. Nel febbraio 1997 il dottor Campbell e il suo collega Ian Wilmut, ambedue del Roslin Institute, un centro di ricerca vicino a Edimburgo, aveva rivelato che il primo mammifero clonato, una pecora che aveva chiamato Dolly, era nata in Scozia l’estate precedente. L’annuncio, rimbalzato sui media di tutto il mondo, aveva suscitato commenti contrapposti. Da un lato l’esperimento ha generato grande entusiasmo per aver sfidato una convinzione della scienza convenzionale, ossia che la clonazione di un essere vivente da una cellula adulta fosse ritenuta impossibile. Dall’altro, il timore di una corsa incontrollata alla clonazione. Dopo la positiva esperienza di Dolly, la clonazione riproduttiva umana è stata vietata inizialmente in diversi paesi, tra cui Canada e Australia e una dozzina di Stati americani. Nel 2005, le Nazioni Unite hanno adottato una dichiarazione non vincolante richiedente ai suoi Membri di vietare la clonazione umana in tutte le sue forme. Anche il dottor Campbell, che ha detto di essere un fan del film sull’argomento “I ragazzi venuti dal Brasile”, si è affrettato a dire che la clonazione umana è un sogno lontano e ne ha deplorato l’idea in ogni caso. Il valore reale della clonazione, ha detto, sta nella possibilità di produrre animali utili alla ricerca farmaceutica e, magari, poterne utilizzare degli organi per trapianti su umani; prospettive finora in gran parte non realizzate. Keith Campbell è nato a Birmingham, in Inghilterra, il 23 maggio 1954. Interessato fin da giovane al regno animale, come ha riferito nel 2000 il giornale scozzese Scotland on Sunday: “era solito riempire la cucina di sua madre di rane”. Ha conseguito una laurea in microbiologia presso l’Università di Londra nel 1978, seguita nel 1986 da un dottorato presso l’Università del Sussex. Si è unito al personale del Roslin Institute nel 1991. Per clonare un intero organismo, gli scienziati credevano in precedenza che si dovesse cominciare con le cellule embrionali, le quali non avevano ancora adottato i loro ruoli definitivi. Nel 1995, usando le cellule embrionali, il Dr. Campbell e il Dr. Wilmut avevano ottenuto un paio di agnelli clonati, Megan e Morag. Tra i mammiferi considerati probabili candidati per la procedura, sono state scelte le pecore. Il Dr. Campbell, motivando la scelta, disse in seguito che “le pecore in Scozia sono molto, molto, molto a buon mercato”. Dei 300 embrioni preparati nel 1996 dal dottor Capbell e dai suoi colleghi, solo una manciata riuscirono a svilupparsi fino a poter essere impiantati nell’utero di pecore adulte. Di questi, solo uno è andato a buon fine facendo nascere Dolly il 5 luglio 1996. Nel 1997, il Dr. Campbell divenne capo della sezione di embriologia della PPL Therapeutics, una società biofarmaceutica con sede in Scozia. Lo stesso anno hanno creato Polly, un agnello clonato usando le cellule della pelle del feto di un agnello che contenevano anche una copia di un gene umano inserito in ogni cellula. Questo è stato il primo passo verso la produzione di animali che potrebbero, un domani, fornire latte o organi per usi terapeutici sugli umani. Durante la sua vita, Dolly è stata anche allevata in modo tradizionale e ha dato alla luce sei agnelli. La pecora, che soffriva di artrite e disturbi ai polmoni, è morta nel 2003 ed i suoi resti sono in mostra al National Museum of Scotland di Edimburgo.

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