Mostro-balena con denti da 36 centimetri

Mostro-balena con denti da 36 centimetri



Il cranio fossile di una balena colossale, con denti enormi che denotano un morso assassino, è stato scoperto da un’equipe di scienziati i quali ritengono che il mostro abbia condivido gli Oceani del Miocene con lo squalo gigante. Le ossa, che sono state concordemente datate tra 12 e 13 milioni di anni fa, sono stati avvistati dalla dott.sa Posta Klaas del Museo di Storia Naturale di Rotterdam (Paesi Bassi) nel deserto di Ica in Perù. In omaggio a Herman Melville, l’autore di Moby Dick, la bestia è stata chiamata Leviathan di Melville. “Il cranio è enorme, lungo più di 3 metri”, riferisce Olivier Lambert, membro del team presso l’Istituto Reale Belga di Scienze Naturali. Il team stima la lunghezza del mostro-balena tra i 13 e i 18 metri, come un capodoglio dei nostri giorni. Ma più della lunghezza, ciò che ha sorpreso i ricercatori è stata la dimensione dei denti della balena. “Alcuni dei più grandi misurano 36 centimetri di lunghezza e 12 centimetri di larghezza. Sono probabilmente i denti da predatore più grandi mai scoperti”, dice Lambert. ” A differenza del moderno capodoglio, che si nutre per aspirazione, il mostro-balena aveva denti massicci in ambedue le mascelle. Viene spontaneo pensare che la balena abbia utilizzato questi denti per catturare le sue prede”, continua Lambert, “ritenendo perciò che si alimentasse come le attuali orche. I capodogli di oggi hanno invece denti molto più piccoli nella mascella inferiore. Probabilmente si nutriva di una specie di balene più piccole delle dimensioni di 8-9 metri”. Si ritiene che il Leviathan di Melville possa aver condiviso il territorio di caccia con lo squalo Megalodon, i cui fossili sono stati trovati nella stessa località del Perù. Probabilmente non conveniva ai due colossi combattere fra loro, ma ognuno dava la caccia ai piccoli dell’altra specie. Il cranio può far luce sul mistero del spermaceti. Contenuto in due serbatoi contenenti olio e cera posti sul muso dell’animale, è una caratteristica anche dei capodogli moderni. Lo spermaceti, che rimane in forma molle in superficie, si cristallizza in immersione e si pensa potesse essere utilizzato come mezzo di offesa per tramortire le vittime. Ancora oggi le orche, che non hanno più lo spermaceti, sono solite tramortire le vittime con forti colpi dati col muso.

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