Meno cancro con meno sale

Meno cancro con meno sale



Tra cancro e sale c’è un rapporto diretto. Limitare il consumo di cibi salat, ad esempio cereali e pancetta (tipica colazione anglosassone), riduce il rischio di cancro allo stomaco, assicura il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF). Per questo motivo, l’Istituto chiede che il contenuto di sale venga meglio specificato sulle etichette. Dei sette tipi di cancro che può colpire lo stomaco, uno può essere tranquillamente evitato limitando il consumo di sale. Il consumo giornaliero raccomandato è di un cucchiaino (6 grammi), ma il WCRF dice che la dose abituale è oggi del 50% superiore. In Inghilterra (per numero di abitanti come l’Italia) si scoprono ogni anno 6.000 casi di tumore allo stomaco. 800 di questi casi potrebbero essere evitati riportando il consumo di sale entro la norma dei 6 grammi al giorno. Kate Mendoza, responsabile delle informazioni sanitarie del WCRF, ha dichiarato: “Il cancro dello stomaco è difficile da trattare con successo, perché la maggior parte dei casi vengono accertati quando la malattia è nello stadio avanzato. Questo richiede maggior attenzione nell’alimentazione, limitandosi nei cereali salati e carni speziate e mangiando più frutta e verdura per assumere sali minerali”. Limitarsi nel consumo di sale non vuol dire solamente evitare di spruzzare di sale le patate al forno, perchè sono i cibi stessi che acquistiamo che sono già pieni di sale. Ecco perché il WCRF ha chiesto un sistema “semaforo” per l’etichettatura degli alimenti: rosso per elevata, ambra per le medie e verde per basso contenuto di sale. Un portavoce del Dipartimento della Salute ha detto: “Sappiamo già che troppo sale può portare a patologie cardiache e ictus. Per questo motivo stiamo adottando azioni per contribuire a ridurre il sale nella dieta delle persone”. L’allarme sembra generale, anche se da sempre sappiamo che il sale è dannoso per la pressione e le vene. Speriamo che si passi alla fase di presa coscienza mettendo in atto il controllo nel consumo.

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