Melanoma: i rischi della tintarella

Melanoma: i rischi della tintarella



22 maggio, ricorre la giornata di prevenzione contro il cancro della pelle ed è un motivo per ricordare una classica precauzione: non esporsi al Sole senza una buona protezione, in particolare le persone bionde, chiare di pelle, soggette facilmente a scottature, con molti nei e magari casi di melanoma in famiglia. “Da anni queste precauzioni vengono ripetute ma con poco risultato; i genitori, però, sembra che facciano più attenzione nella protezione solare dei loro bambini” – dice la prof.ssa Caroline Robert. Ed un piccolo calo dei casi di melanoma in effetti si sta registrando in Europa ed in America e questo potrebbe essere il risultato di anni di richiamo sul tema. Siccome l’effetto del Sole è cumulativo, bisogna iniziare con la prevenzione già dalla prima infanzia. Ma in generale non si dà molta importanza a questo tipo di tumore. “Quando chiedo ad un paziente se un certo neo è recente o meno – dice la dott.ssa Robert – di solito non ricorda o non sa nemmeno di averlo. Le persone a rischio, invece, dovrebbero conoscere bene lo stato della loro pelle”. “La prevenzione contro il melanoma rimane insufficiente per diversi motivi – dice il dott. Jean-Jacques Grob – Sorvegliamo dei pazienti di cui conosciamo i fattori di rischio (pelle chiara, coperti di nevi, chiazze rosse), ma non sappiamo ancora diagnosticare dei melanomi a crescita rapida, quelli che colpiscono tutti i tipi di pelle, a tutte le età e sono i responsabili della maggior parte dei decessi. Non abbiamo marcatori per identificare i melanoma più pericolosi”. Secondo lo specialista, le persone dovrebbero imparare a controllarsi spesso la pelle e andare dal medico per ogni piccola variazione. Anche i lettini abbronzanti fanno la loro parte, incidendo per il 5% sui casi di melanoma. Lontane dal sostituirsi all’abbronzatura solare, queste sessione di UV non fanno che peggiorare i danni del Sole dal momento che si viene esposti solo ad uno spettro dei raggi UV.

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