Mappare il cervello contro il Parkinson e l’Alzheimer

Mappare il cervello contro il Parkinson e l’Alzheimer



Barack Obama ha lanciato l’ambizioso piano di mappare il cervello umano per la prima volta, nel tentativo di cercare indizi vitali per il trattamento di malattie come il Parkinson e l’Alzheimer. Lancerà l’iniziativa con 100 milioni di dollari di fondi federali e potrebbero crearsi migliaia di posti di lavoro nelle imprese che seguiranno l’iniziativa. Il finanziamento costituisce una piccola frazione rispetto ai 2,7 miliardi di dollari investiti tra il 1999 e il 2005 nel Progetto Genoma. Nel presentare ieri l’iniziativa, Obama ha richiamato attorno al progetto Società di ricerca, Università, Fondazioni e filantropi perché questa sarà una delle grandi sfide del 21° secolo, con benefici a lungo termine per la scienza, l’economia e la razza umana nel suo insieme. “Immaginate – ha detto Obama – alle famiglie che, impotenti, vedono spegnersi giorno per giorno una persona cara  affetta da Parkinson, o Alzheimer, o epilessia. Immaginate se potessimo invertire le lesioni traumatiche cerebrali dei nostri veterani che tornano a casa. Immaginate che una persona con un arto protesico sia in grado di lanciare una palla da baseball o suonare il pianoforte come chiunque altro grazie al perfetto cablaggio tra cervello e protesi. Immaginate se i computer potessero rispondere ai nostri pensieri, se crollassero le barriere linguistiche. Questo è il futuro che stiamo immaginando, questo è ciò che stiamo sperando. Per questo il Progetto Cervello è così importante. Il cervello contiene 100 miliardi di neuroni e sulle sue funzioni e possibilità si tira ancora a indovinare. Questo progetto vorrebbe tentare di mappare le sue funzioni, cosa mai tentata finora. Il primo obiettivo è  cercare di far luce sullo sviluppo di malattie neurologiche dolorose, e sempre più diffuse, come Alzehimer e Parkinson, nonché le condizioni che si sviluppano durante l’infanzia come l’autismo o le disabilità derivate da un ictus. “La scienza umana è in grado di scoprire galassie lontane molti anni luce da noi, di studiare particelle subatomiche, ma poco conosce di quel chilo e mezzo di materia che abbiamo tra le due orecchie…”, ha detto Obama.

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