Mano bionica con pollice opponibile

Mano bionica con pollice opponibile



Il 12 gennaio Matt Razink ricevuto una protesi elettrica della mano dotata di pollice opponibile. La nuova mano fa tutto. Il signor Razink, residente nel Wisconsin, aveva perso la mano sei anni fa in un infortunio sul lavoro mentre operava con una macchina trita pietre. Si è recato alla Advanced Arm Dynamics in Maple Grove (MN) per provare la nuova mano che fa parte del progetto “Michelangelo”. La Dynamics Advanced lavora a stretto contatto con la Otto Bock, un’Azienda produttrice di mani bioniche che sono guidate dall’attività elettrica dei nervi e dei muscoli dell’avambraccio. Razink ha potuto provare la mano per un breve periodo, ma si è reso subito conto della grande differenza rispetto alle protesi finora in commercio. “L’uso è molto più naturale – ha detto alla CNN – è come una volta, prima di perdere il braccio”. Oltre alla grande funzione del pollice opponibile elettrico, il software prevede alcune posizioni standard per quando la mano è “a riposo” ed ha il polso flessibile che può girarsi in su, in giù, verso l’esterno e verso l’interno. Il software avanzato migliora l’elaborazione del segnale elettrico aumentando anche la reattività e la prevedibilità, il che rende i movimenti molto più istintivi. I polpastrelli sono realizzati con materiali duri e morbidi che imitano la reale struttura delle dita per consentire una presa più naturale. La pelle in PVC sembra proprio vera ed è disponibile in diverse colorazioni per meglio abbinarla alla mano vera. Già dieci soldati americani, che avevano perso le loro mani combattendo in Iraq e in Afghanistan, hanno ricevuto la mano “Michelangelo”, ma Rezink è il primo civile ad averla. Problema: una mano costa circa 75.000 euro e alcune Compagnie americane di Assicurazione non intendono intervenire nell’acquisto. Rezink sta attualmente negoziando con la sua Compagnia per cercare di arrivare ad un compromesso. Su 100 persone che subiscono amputazioni, solo 7 riguardano gli arti superiori mentre tutte le altre vengono menomate alle gambe. Anche per questo la tecnologia è più avanti nelle protesi di gambe e piedi che non in quelle di braccia e mani; di conseguenza il costo per gli arti superiori è maggiore. Ma è anche innegabile il servizio che danno a chi è stato vittima di infortunio: per Razink il problema più grande era quello di non poter più lavorare e badare alle necessità della propria famiglia, mentre ora vede vicino il momento in cui tornerà a vivere come era abituato prima dell’incidente.

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