L’elisir di lunga vita, solo per gli dei?

L’elisir di lunga vita, solo per gli dei?



La maggior parte delle mitologie e storie delle religioni riportano il fatto che gli dei erano tenuti a mangiare regolarmente un certo cibo per vivere a lungo (migliaia di anni) mantenendosi sani e forti. È spesso riportato che se gli umani avessero mangiato lo stesso cibo avrebbero assunto le stesse caratteristiche. Cerchiamo di sapere di più su questo “Elisir di lunga vita”. Nella mitologia greca gli dei avevano un nettare chiamato “Ambrosia”, derivato dalle corna della capra magica Amaltea, che era cibo per una vita immortale, bevanda, curava le malattie, manteneva giovane il corpo e conservava incorrotti i corpi morti. Noto il caso dell’umano Achille che appena nato fu immerso dalla madre nell’ambrosia e sarebbe divenuto immortale, se non fosse stato per il tallone rimasto fuori… Del cibo speciale si parla anche nella Bibbia, nella quale si ordina alla coppia di umani di non mangiarne. Per la precisione, si parla di due alberi: quello della lunga vita e quello della conoscenza: Genesi 2, 9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Quando Adamo ed Eva mangiarono dall’albero della conoscenza, furono cacciati dall’Eden perché non mangiassero anche dell’albero dell’immortalità: Genesi 3, 22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!». Le mitologie zoroastriane e vediche parlano di Soma e Haoma, una bevanda speciale per gli dei, preparata con il gambo di piante oggi sconosciute, che assicurava lunga vita. Nella mitologia egizia, Ermete Trimegistro e Thoth bevevano le “gocce bianche” dette anche “oro liquido” che assicurava loro lunga vita. Riferimenti su ciò li troviamo anche nel Corano (Sura 18) e nei testi di Nag Hammadi. Gli dei degli antichi Sumeri bevevano il latte di Ninhursag che li rendeva forti e immortali. Secondo la religione induista, gli dei assumevano un nettare chiamato Amrita che dava loro forza e immortalità, ma era vietato l’uso agli umani. Nella mitologia cinese troviamo le Pesche dell’immortalità, che assicuravano lunga vita agli dei (ma chi erano questi dei che ricorrono sempre?). Se però gli umani ne mangiavano sarebbero a loro volta diventati immortali. Inutile ricordare quanti alchimisti hanno provato nel Medio Evo a ricreare questo elisir di lunga vita. Ma, ci si chiede, tutti i riferimenti antichi a questo cibo speciale che allunga la vita, mantiene forti e intelligenti possono essere solo parto di fantasia di popoli lontani fra loro nel tempo e geograficamente? Non sarà che, come per tanti miti, alla base c’è una notizia vera? La vita potrebbe essere allungata a dismisura e  mantenuta sana mangiando un “cibo speciale”? Forse non sarebbe male continuare la ricerca… www.ancient-origins.net