Le radiazioni solari non possono distruggere la Terra

Le radiazioni solari non possono distruggere la Terra



Le radiazioni solari di questi giorni hanno una intensità rilevante (G3 su una scala da G1 a G5) ed alcune persone temono che le “radiazioni assassine” possano essere così potenti da danneggiare la Terra. È da sempre noto che l’attività solare ha un ciclo ben definito di 11 anni, e questo dura da millenni. La massima espressione del ciclo corrente avverrà nel 2013 o, massimo, nella primavera del 2014. Ma sembra proprio che un “big flare” non sia comunque in grado di danneggiare la Terra. Un effetto di questa attività sono le radiazioni elettromagnetiche, le quali possono arrivare fino a noi creando disturbi quanto meno nelle comunicazioni satellitari. Un altro effetto, nel caso avvenisse una consistente espulsione di massa coronale, sono le raffiche di particelle che possono essere spinte fino al suolo del nostro pianeta. Queste sono in grado di bruciare i circuiti dei satelliti che girano attorno a noi interrompendone i servizi, come pure di mettere fuori uso i trasformatori elettrici lasciando senza corrente le aree interessate. In un mondo sempre più tecnologico, questa seconda eventualità creerebbe seri problemi, perché oggi tutto va via telefono e GPS, compresa la navigazione aerea ed il sistema di calcolo delle borse finanziarie di tutto il mondo. Ma le radiazioni solari sono un problema come lo sono, ad esempio, gli uragani e le tempeste: le informazioni date per tempo mettono in grado le persone di attuare dei piani di difesa. L’allarme di “big flare” dato per tempo dalla NASA e dalla NOAA darà modo a società elettriche, operatori spaziali e piloti di linea di adottare le misure più idonee per evitare incidenti e danni. Per questo motivo la NASA ha incrementato negli ultimi decenni lo studio del Sole e della meteorologia spaziale. Non possiamo modificare i fenomeni solari, ma possiamo adottare appropriate misure per difenderci.

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